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Domenica 19 maggio, V di Pasqua

Il “comandamento” di Gesù (Gv 13,31b-35)

Gesù sintetizza tutto il suo messaggio in questa ispirazione: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.”
Una precisazione. Il termine greco tradotto con “comandamento”, “comando”, è «entolè», che in greco significa più propriamente “procedura”, “istruzione”, cioè quel certo modo, la regola madre attraverso cui fare una certa cosa affinché riesca. Il comando fa parte del mondo del dovere, dell’autorità, degli ordini, dei precetti, della legge, dell’imposizione, della morale.

Domenica 12 maggio 2019, IV domenica dopo Pasqua

Servi o amici? (Gv 15,9-17)

Cos’è più facile, essere servi oppure essere amici? Il servo è colui che deve eseguire gli ordini senza discutere. Il servo non considera il padrone a suo pari, ma si “sottomette” alla sua volontà sperando in una ricompensa o in una giusta paga, o nei casi di un servo-schiavo di non essere punito. Il servo non condivide necessariamente quello che pensa o progetta il padrone, e non è nemmeno necessario, perché l'unico suo scopo è obbedire e basta. In genere un servo è in competizione con gli altri servi davanti al suo padrone, per essere il migliore, il più lodato e magari elevato nella inevitabile scala gerarchica che si crea tra i molti servi, e poco gli importa degli altri.

Domenica 5 maggio 2019, III domenica di Pasqua

Conosciamo Gesù? (Gv 8,12-19)

Gesù, ai suoi nemici, ai suoi detrattori, accusatori, diffamatori, rivela qualcosa sul loro rapporto con Dio, che è straordinariamente importante, decisivo, fondamentale, determinante, quanto incredibilmente terribile, allucinante, perverso, satanico, mortale.
Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio.
Cosa ci può essere di più terrificante, orrendo, spaventoso nella vita di un uomo che il non conoscere il Padre del cielo?

Domenica 28 aprile 2019, domenica II di Pasqua

Gesù tocca il nostro cuore (Gv 20,19-31)

Il vangelo di oggi, ottavo giorno dopo la Pasqua, ci testimonia due manifestazioni del Risorto, una avvenuta la sera dello stesso giorno della scoperta del sepolcro vuoto, l’altra avvenuta il primo giorno della settimana seguente. Sappiamo che, nell’ora della cattura di Gesù al Getsemani, tutti i discepoli fuggirono pieni di paura: temevano di essere coinvolti in quel processo che avrebbe portato Gesù alla condanna e alla morte. Quelli che avevano abbandonato tutto per seguire Gesù, hanno finito per abbandonare Gesù e fuggire tutti a causa della paura!

Domenica 21 aprile, Pasqua nella Risurrezione del Signore

L’alba di un nuovo giorno (Gv 20,11-18)

Per aprire questa nostra riflessione potremmo prendere spunto da un piccolo gesto che tutti noi abbiamo compiuto nei giorni scorsi: il gesto di spostare le lancette del nostro orologio un’ora avanti per strappare al buio, alle tenebre della notte, un’ora in più di luce.
Il mistero della Pasqua che oggi celebriamo è racchiuso in questo gesto!

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