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Domenica 28 gennaio 2018

Gesù e la sua Famiglia (Lc 2,41-52)

Oggi si celebra la Santa Famiglia. La nostra attenzione d'amore si allarga ad abbracciare i genitori di Gesù: Maria, la madre vergine, e Giuseppe, lo sposo di Maria e padre adottivo.
Il vangelo di oggi in cui si racconta l’episodio della ricerca di Gesù dodicenne, che si era trattenuto al Tempio all’insaputa dei genitori, si conclude con la frase “Essi non compresero”.
Ma non è compito degli altri comprendere il nostro senso, la nostra strada, la nostra volontà. E’ un compito personale, individuale, ognuno ha il proprio. Certo tutto questo ci aiuta a capire che Maria e Giuseppe rimasero delusi… non capirono.
In fondo è ciò che dobbiamo tutti passare. Dobbiamo avere la forza di andare avanti per la nostra strada, seguire ciò che ci appassiona e ci fa vibrare l’anima, metterci in ascolto della Voce di Dio, che ci attrae anche se tutti sono contrari.
Maria e Giuseppe tornano a casa e Maria sente tutta l’estraneità di suo figlio. Sente che non lo può dirigere o influenzare.

Domenica 21 gennaio 2018

Eucarestia: nostra forza e modello (Mt 14,13b-21)

Il miracolo di oggi, la moltiplicazione dei pani, è l'unico miracolo raccontato da tutti e quattro gli evangelisti. Addirittura, Marco e Matteo lo raccontano due volte. Più che la moltiplicazione, il miracolo è la distribuzione di pane e pesci a tutta questa gente . Nel racconto, molta gente si raduna attorno a Gesù. Ha compassione, il Signore, ama il popolo, sa di cosa abbiamo bisogno. Non è distratto il nostro Dio, non se ne sta sulle nuvole a governare le formichine. Eppure, davanti alla folla, il Signore non agisce, ma chiede ai suoi di agire.
Con tanto buon senso i discepoli gli suggeriscono di ignorare il problema: ognuno si arrangi. Non è forse il messaggio che il mondo ci riporta ogni giorno? I problemi sono tuoi, affrontali meglio che riesci.
Ma Gesù non ci sta: la fame si può saziare, quella fisica e quella interiore, ma ad una sola condizione: mettersi in gioco. Non siamo capaci, non abbiamo i mezzi, non abbiamo sufficiente fede, abbiamo troppa zizzania nel cuore. Ogni scusa è buona per aggirare la richiesta. Gesù insiste: a lui serve ciò che sono, anche se ciò che sono è poco.

Domenica 14 gennaio 2018

Avere a cuore Dio (Gv 2,1-11)

Il brano evangelico delle nozze di Cana è sicuramente uno tra i più conosciuti. Gesù continua la sua epifania iniziata con la manifestazione ai popoli pagani, proseguita sul Giordano con il suo battesimo, che si completerà proprio a Cana dove questa Sua manifestazione ci indica che Lui è la vera gioia. Quello delle nozze di Cana è un miracolo piuttosto particolare: siamo abituati a Gesù che guarisce, che libera dai demoni, ed è difficile comprendere un Gesù che trasforma l'acqua in vino per permettere ad una festa di proseguire.
Il significato di questo miracolo è profondo. Gesù ci richiama a due realtà: la prima è che con Lui inizia una Nuova Alleanza. L'acqua viene immessa nelle anfore e trasformata nel vino nuovo; inizia la Nuova Alleanza e quel patto tra Dio e l'uomo ha in Cristo un nuovo risvolto. La seconda ci rammenta gli eventi della Pasqua. Quando tutto sembra finito, quando la storia sembra prendere la piega della fine, allora l'evento della Risurrezione trasforma e dice che la storia prosegue.

Domenica 7 gennaio 2018

Immergiamoci nell’Amore di Dio (Mc 1,7-11)

Con la celebrazione di oggi si conclude il Tempo di Natale e la liturgia ci propone il vangelo di Marco, che inizia con Giovanni Battista che battezza. Il termine greco battesimo significa immersione; battezzato è l'immerso in Dio. Ma ciò che è accaduto un giorno, in quel rito lontano, continua ad accadere in ogni nostro giorno: in questo momento, in ognuno dei nostri momenti siamo immersi in Dio come dentro il nostro ambiente vitale, dentro una sorgente che non viene meno, un grembo che nutre, riscalda e protegge.
E c'è un Battesimo che ricevo adesso, un Battesimo esistenziale, quotidiano, nel quale io continuo a nascere, un battesimo di conversione (Mc 1,4). Conversione, metanoia in greco, indica letteralmente un cambiamento di mentalità e di valori. Il battesimo del Battista è un segno: "Con il battesimo vi tolgo il passato sbagliato, i peccati, ma voi dovete cambiare vita, mentalità e modo di pensare", altrimenti non serve a niente.
Provate a dire ad una persona: "Se tu continui a fare così, tuo figlio non diverrà mai autonomo, adulto. Se tu continui a trattarlo da bambino, creerai un disabile psichico nel futuro". Le persone vi diranno: "Fatti gli affari tuoi!; chi sei tu per darci consigli; tu parli perché non hai figli; io lo amo". Provate a dire ad una persona: "Guarda che il Gesù del vangelo non è proprio così". Ti dirà: "E chi sei tu per dirci questo? A me hanno insegnato così! Ma allora non è vero niente! Impossibile". Provate a dire ad una persona: "Guarda che la tua vita è così infelice perché ciò che tu credi la rende infelice". Ti dirà: "Non è vero!; io faccio il meglio!; è il mondo che è cattivo; io mi voglio bene; ecc.".

Domenica 24 dicembre 2017, Vigilia di Natale di nostro Signore

 Auguri per un Santo Natale

Carissimi parrocchiani,
questo Avvento del 2017 è trascorso velocemente e siamo giunti a Natale, il secondo che passiamo insieme. In questi tanti pomeriggi, in cui ho fatto visita a molte delle vostre case in occasione della Benedizione delle Famiglie, non mi aspettavo di ricevere tanti apprezzamenti sul lavoro svolto, in particolare non mi sarei mai aspettato tanta approvazione nei confronti di due dei tanti interventi fatti in parrocchia: parlo della Croce del campanile illuminata nella notte e la statua di Santa Madre Teresa di Calcutta. Due interventi che hanno riscosso il vostro favore, e di questo ringrazio il Signore e la sua provvidenza (che in questo caso sono dei benefattori della parrocchia).
E pensando a cosa potervi scrivere e comunicare in questo Natale attraverso questo spazio, mi è venuta in mente una domanda: e se Gesù Bambino decidesse di nascere a casa mia?
Le nostre case sono addobbate e illuminate dalle luci natalizie, c’è già da tempo questa aria di festa, di regali, di pranzi, di cene, di auguri… Il frastuono, l’agitazione e la frenesia di questo mondo malato non riescono tuttavia a cancellare quel senso profondo di vuoto, di smarrimento e di solitudine che un po’ tutti ci portiamo dentro. Allora, che sarà mai questo vuoto?

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