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Domenica 27 maggio 2018

Trinità: il Tutto che è Relazione (Gv 15,24-27)

Oggi la Chiesa celebra la festa della Trinità. La Trinità celebra un Dio che è comunione, relazione, famiglia. Dio non è un’entità di solitudine ma una realtà dinamica, viva e relazionale.
Quando noi diciamo la parola “famiglia” non diciamo un’entità  statica: succedono così tante cose, dinamiche, rapporti, situazioni in una famiglia. Dio è così: Famiglia. La Trinità non è un problema matematico (come conciliare che Dio sia Uno e che siano Tre: Padre, Figlio e Spirito Santo) ma è la suprema espressione dell’esperienza che tutti facciamo dell’amore e della comunione umana. Ciò che importa nell’amore è che siamo uniti, ma che non ci fondiamo insieme. E’ importante che ci doniamo senza perderci. Ed è importante che rimaniamo uniti senza uniformarci. L’amore vero è così trinitario: unito ma non uniforme; separato ma non diviso.

Domenica 20 maggio 2018

Lo Spirito ci fa sentire amati (Gv 14,15-20)

Oggi la chiesa celebra la festa di Pentecoste raccontata nella prima lettura degli Atti degli Apostoli.
Pentecoste è una parola greca che significa cinquantesimo giorno e si celebra, infatti cinquanta giorni dopo Pasqua. Anticamente la Pasqua era la festa di primavera e la Pentecoste l'inizio della raccolta del grano. Agli ebrei la Pasqua ricordava il passaggio del mar Rosso e la Pentecoste i comandamenti donati da Dio al suo popolo sul Sinai. Per noi cristiani la Pasqua è la resurrezione di Gesù e Pentecoste l'effusione dello Spirito.
Per gli antichi il cinquanta era il numero della pienezza di un tempo. A cinquanta anni a Roma si era dispensati dal servizio militare.

Domenica 13 maggio 2018

Discendere in noi stessi per “ascendere” (Lc 24, 26b-53)

L’Ascensione è il momento in cui Gesù Cristo ascende al Padre, il momento del ritorno, della meta della sua esistenza e del suo viaggio. In questo senso Gesù ci lascia in mano il destino e la responsabilità nostra e del mondo: “Io non ci sono più, adesso ci siete voi. Io ci sarò con il mio Spirito, come Forza, Energia, Presenza. Ma adesso tocca a voi”. Gesù è asceso al cielo perché è disceso nella terra, e vi è disceso fino in fondo. Questo è il cammino di ogni uomo.
Battesimo in ebraico, vuol dire “immergersi”. Questa parola significa che siamo in pienezza ma non è possibile raggiungerlo se non discendiamo nelle acque del Giordano. Il cammino dell’uomo è nient’altro che un “rivolgersi”,un andare, un convertirsi, verso ciò che può essere. E questa è la grande e unica penitenza.

Domenica 6 maggio 2018

Materia o Spirito? (Gv 15, 26-16, 4)

Dio non è più presente fisicamente in mezzo a noi, Dio è presente con il suo Spirito. Se noi chiediamo alle persone cos'è lo Spirito, la maggior parte non saprà cosa rispondere. E se non sa rispondere è perché non lo conosce, non ne ha esperienza, non lo ha mai vissuto. Molti pensano che lo Spirito sia qualcosa che si aggiunge a quello che siamo. Quindi, ne posso fare anche a meno.
Ma lo Spirito non è un di più, ma qualcosa che noi già siamo. Altri pensano che lo Spirito sia in contrasto con la materia - e non vi è cosa più erronea - per cui spirituale vuol dire disincarnato, fuori del mondo. E quando pensano ad una persona spirituale si immaginano un monaco che vive quasi fuori dal mondo, solo pregando e che odia tutto ciò che c'è nel mondo. Queste persone potrebbero leggere un po' di più del vangelo e osservare quanto materiale fosse Gesù, che mangiava, beveva, faceva festa, si divertiva e toccava. E non si può dire che non fosse spirituale!

Domenica 29 aprile 2018

Il testamento di Gesù (Gv 17,1b-11)

Nelle letture di questa domenica s’incrociano le parole che Stefano pronuncia nel suo ultimo discorso prima di morire, e quelle di Gesù nella stanza al piano superiore, il Cenacolo. La città di entrambi i discorsi è la stessa: Gerusalemme.
Però le situazioni tra loro sono alquanto diverse. Gesù parla agli amici, Stefano si rivolge a chi è già pronto a lapidarlo. In ogni caso, quando una persona sta per morire, le sue frasi assumono un sapore particolare e chi le ascolta spesso le fissa nella memoria, come ricordo incancellabile di un momento decisivo.
Il testamento di Gesù che ci lascia nelle parole del Vangelo di oggi, è sostanzialmente una preghiera al Padre per coloro che gli sono stati affidati. Prega affinché siano uniti, “perché siano una cosa sola come noi”.

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