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Domenica 11 marzo 2018

La luce che cancella il peccato (Gv 9,1-38b)

Il vangelo di questa domenica, che racconta il miracolo del cieco dalla nascita, si apre e si chiude con la stessa parola: peccato. All'inizio, i discepoli interrogano Gesù chiedendogli: "Rabbì, chi ha peccato lui o i suoi genitori?". E Gesù risponde alla fine (Gv, 9,41): "Se foste ciechi, non avreste peccato; ma siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane".
Per i farisei il peccato era un'ossessione. La loro è una religione ridotta a questioni di peccato: "E' giusto fare così... non è giusto fare così... così è sbagliato... così non va bene... così sì... così no". Per loro il peccato è l'unica categoria interpretativa della realtà e la categoria che decide della tua fede. Gli ebrei credevano, infatti, che dietro ad ogni sfortuna o ad ogni malattia, tu o qualcuno di casa tua, o di quelli vissuti prima di te avessero peccato. Ma Gesù sbarazza subito il campo: "Né lui, né i suoi genitori", come a dire non inaridite la fede, non impoveritela in una questione di peccati.

Domenica 4 marzo 2018

Abramo, uomo di fede (Gv 8,31-59

n questa domenica di quaresima,  per comprendere la fede, la liturgia ambrosiana ci propone la figura di Abramo, che ha cercato e trovato: Abramo il padre nella fede.
Nel lungo conflitto riferito dal vangelo, Gesù dice ai giudei, ai credenti e ai praticanti, di allora e di ogni tempo: voi avete costruito un modello perfetto, ma non avete l’essenziale. C’è la religione, ci sono i codici, ci sono le parole, ci sono i riti, ma non c’è più Abramo! Non c’è più la fede! Quale monito anche per noi.
Io che ho tutta la cornice religiosa, ho davvero la sostanza, la fede? Ho Dio per padre? Una parola terribile quella di Gesù ai credenti (e non solo a quelli di allora): voi avete per padre il diavolo, siete suoi figli. Avete adottato un altro padre, perché ne fate le opere, che in sostanza sono due: violenza (il diavolo è l’omicida fin dal principio) e inganno (il diavolo è il padre della menzogna).
Come evitare il rischio di essere figli del diavolo? Ascoltiamo Gesù: Chi è da Dio ascolta la mia parola!

Domenica 25 febbraio 2018

Gesù non giudica la samaritana (Gv 4, 5-42)

La liturgia di questa domenica ci propone un brano in cui avviene questo incontro meraviglioso tra Gesù e la Samaritana.
Gesù, che è giudeo, si trova in Samaria, che è pagana. Per comprendere questo vangelo noi dobbiamo entrare nella logica e nella mentalità di quel tempo, così da capire cosa Gesù fa. E ciò che Gesù fa è contro ogni buon senso e contro ogni regola del tempo. L'incontro infatti sovverte tutte le norme comuni e religiose, Gesù scavalca tutte le barriere.
Scavalca la barriera del sesso: un rabbino (Gesù) non doveva mai rivolgere la parola ad una donna fuori di casa .
Oltrepassa la barriera della razza: i samaritani erano considerati dei bastardi in quanto erano mescolanza con gli Assiri.
Supera la barriera della nazionalità: i samaritani erano considerati forestieri. Abbatte la barriera della religione: erano considerati scismatici e impuri.

Domenica 18 febbraio 2018

La tentazione come prova (Mt 4,1-11)

Questa è la Prima Domenica di Quaresima, il Tempo liturgico di quaranta giorni che costituisce nella Chiesa un itinerario spirituale di preparazione alla Pasqua. Si tratta di seguire Gesù che si dirige decisamente verso la Croce, culmine della sua missione di salvezza.
E la liturgia, nella prima domenica di ogni quaresima, ci propone il vangelo delle “tentazioni”.
Per tutta la vita Gesù fu tentato di seguire altre strade (godimento, possesso, potenza) e non la strada della Croce.
Il vangelo inizia dicendo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto". Cosa vuol dire questo? Tutto viene da Dio. Da Dio viene il bene e da Dio viene "il male" (Dio non ci manda mai il male, ovvio, ma ciò che noi consideriamo "male" è un passaggio che Dio permette per la nostra conversione ed evoluzione).

Domenica 11 febbraio 2018

Guardare con gli occhi di Dio (Lc 18,9-14)

Il Vangelo di questa domenica, ci presenta due figure: la figura del fariseo, un uomo di grande fede e di coraggiosa attenzione morale: digiuna due volte la settimana: il lunedì e il giovedì; tende a riparare i peccati degli altri e a intercedere per il popolo per ricevere le benedizioni di Dio. Un normale ebreo credente è, invece, impegnato, secondo la legge, al digiuno una volta all'anno. Il fariseo si preoccupa di pagare la tassa al tempio, la decima di tutto quello che acquista: grano, vino, olio, il primogenito del gregge e si preoccupa anche di pagare la tassa al posto dei contadini i quali, spesso, nella loro povertà, si fanno furbi e non adempiono all'obbligo; così il fariseo paga la decima anche per gli altri, di tasca propria, ogni volta che acquista un prodotto. In tal modo può dire al Signore: "Molti sono disonesti ma, Signore, non prendertela; molti sono bravi come me". Il fariseo è un buon religioso, si sente a suo agio davanti a Dio, prega in piedi con grande dignità ed è orgoglioso del tanto bene che compie.

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