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Domenica 14 ottobre

Il bene e il male crescono insieme (Mt 13,24-43)

Il cuore della parabola di oggi è molto semplice: nella nostra vita il bene e il male crescono insieme in un intreccio che l’uomo non deve districare, lasciando a Dio di compiere tale opera nella pienezza dei tempi.
È l’esperienza che facciamo tutti, anche dopo avere iniziato un percorso di fede, anche dopo una conversione che ci ha fatto cambiare vita. Pensiamo di essere cambiati, invece l’uomo vecchio di cui pensavamo di esserci sbarazzati, simpaticone, d’ogni tanto emerge e fa capolino nella nostra vita, facendo qualche danno e, soprattutto, gettandoci nello sconforto.

Domenica 7 ottobre 2017

Sono invidioso? (Mt 20,1-16)

Il vangelo di oggi ci presenta un proprietario terriero che assolda dei braccianti per la sua vigna.
"Non è facile accettare un Dio che anziché premiare i buoni e castigare i malvagi fa invece "sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni", offrendo a tutti il suo amore.
Un Dio del genere sembra ingiusto, come il padrone della parabola narrata da Gesù, che paga nello stesso modo chi ha lavorato molte ore e chi una sola.
Dio ama tutti. Dio non premia secondo la bravura, l'obbedienza o la coerenza delle persone. Il suo amore è per sempre e per tutti.

Domenica 30 settembre 2018

Chi è il mio prossimo? (Lc 10,25-37)

"Pensavo di potermi fidare di quella persona, e invece..."; "Pensavo fosse un ragazzo scapestrato e buono a nulla, e invece..."; "Pensavo che la vita mi aveva ormai già dato tutto, e invece...".
Pensiamo a quante volte, nella vita, abbiamo usato frasi di questo tipo, riferite a situazioni o a persone dalle quali ci attendevamo una cosa e invece ne abbiamo ottenuta un'altra. E finché si tratta di situazioni o di persone, ci sta, perché sappiamo che non possiamo mai essere certi di ciò che gli altri, gli eventi della vita, e anche noi stessi mettiamo in atto. Ma quando ci si mette di mezzo Dio a scombinare i nostri pensieri e le nostre convinzioni su di lui... come la mettiamo? Come la mettiamo con un Dio che "pensavamo" fosse in una determinata maniera, "e invece" si è rivelato in un'altra?

Domenica 23 settembre 2018

Il vero segreto della vita (1Re 19, 4-8)

Oggi per la nostra riflessione, ci lasciamo guidare, della prima lettura e dalla grande figura del profeta Elia. Egli, il più grande dei profeti, che è come una lama di fuoco in Israele, vuole morire. È braccato, deve fuggire dalla reggia, è cercato a morte e si addentra nel deserto. Lui ,così grande che Gesù stesso gli è paragonato, oggi è così stanco, così scoraggiato che dice: «Ora basta, Signore! Prenditi questa vita. Non ce la faccio più!». E invece il profeta sconfitto vede accanto a sé un angelo. Nella Bibbia l'angelo è sempre segno dell'intervento di Dio, è quella realtà misteriosa che ti dà la certezza di non essere mai abbandonato, di non essere mai solo. Qualcuno è con te, capace di toccarti, capace di svegliarti dal sonno, di dirti: «Alzati!», di dirti: «Mangia!». Quante volte anche noi, come Elia, vediamo attorno solo deserto. Quante volte il senso dell'inutilità, dello scoraggiamento, ci ha fatto dire: «È tutto inutile! Non cambia nulla. Non vale la pena esser profeti, non serve a niente fare i testimoni del Vangelo. C'è solo deserto...». Ma la parabola di Elia ci dice cose bellissime: il nostro scopo è raggiungere il monte di Dio, l'Oreb.

Domenica 16 settembre 2018

Rinascere dall’alto (Gv 3,1-13)

E’ un vangelo misterioso quello di questa domenica... assistiamo e partecipiamo ad un colloquio notturno. Ci interessano i due interlocutori Gesù e Nicodemo. Questi porta con se una sincera ammirazione per Gesù che certamente condividiamo: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». Forse dobbiamo condividere anche i limiti della sua fede e il bisogno di una ulteriore illuminazione. Egli si reca di notte dal Signore e ciò per timore dei Giudei: la notte significa non solo la mancanza della luce del sole, ma anche il buio della mente e del cuore. La paura poi denota una ulteriore debolezza, l'incapacità di essere testimone, anche e soprattutto quando si è circondati da persona che non la pensano come noi.

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