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Domenica 3 marzo 2019

Trasformati dall’amore di Dio (Lc 19,1-10)

Il vangelo di questa domenica ci riporta la conversione di Zaccheo.
Quest'uomo è una pecora perduta, è disprezzato e uno "scomunicato", perché è un pubblicano, anzi, è il capo dei pubblicani della città, amico degli odiati occupanti romani, è un ladro e uno sfruttatore.
Impedito dall'avvicinarsi a Gesù, probabilmente a motivo della sua cattiva fama, ed essendo piccolo di statura, Zaccheo si arrampica su un albero, per poter vedere il Maestro che passa. Zaccheo stesso non sa il senso profondo del suo gesto, nemmeno osa sperare che possa essere superata la distanza che lo separa dal Signore; si rassegna a vederlo solo di passaggio.

Domenica 24 febbraio 2019

Saper riconoscere i propri errori (Mc 2,13-17)

Gesù chiama Levi, un peccatore, un pubblicano, un lontano dal regno di Dio. Non ci può essere dimostrazione più evidente che la vocazione è un fatto gratuito, un'azione creatrice. Quando Dio chiama, crea nel chiamato la forza per rispondere: lo fa su misura per la missione a cui lo destina. Dio non vuole l'emarginazione di nessuno. Ogni peccatore può trovare la via del bene se i buoni sanno convivere e banchettare con lui. La missione di Gesù, e quindi anche della Chiesa, non è quella di alzare barriere di protezione, ma di abbatterle per mescolarsi col mondo.

Domenica 17 febbraio 2019

La decisione di dire grazie (Lc 17,11-19)

Il Vangelo di oggi ci racconta quello che accade durante il viaggio che Gesù stava facendo verso Gerusalemme. I suoi discepoli lo accompagnavano ed erano ormai giunti nel territorio della Samaria. Stavano per entrare in un villaggio, quando un gruppo di 10 lebbrosi gli va incontro.
Dieci lebbrosi, dice il Vangelo. Ormai, in Italia, nessuno si ammala più di lebbra, ma in Asia e in Africa è ancora molto facile che ci siano dei lebbrosi, specialmente nei Paesi più poveri. Al tempo di Gesù invece erano tanti i lebbrosi dato che non c’era una cura per questa malattia; quando qualcuno ne era colpito, veniva fatto allontanare dalla città, per non contagiare tutti. Doveva restare lontano e, se guariva, doveva andare a presentarsi al sacerdote del tempio, il solo che poteva dichiarare che fosse veramente guarito e tornare alla vita di sempre.

Domenica 10 febbraio 2019

Gesù legge nel nostro cuore (Mt 8,5-13)

La liturgia di questa domenica  ci propone un racconto dell’evangelista Matteo che è ambientato a Cafarnao, luogo di confine, di periferia, per usare un termine caro a Papa Francesco.
Gesù entra in città con i suoi discepoli e gli viene incontro un centurione, un pagano, che lo informa sullo stato di grande sofferenza del proprio servo. Il centurione è un ufficiale subalterno che sta a capo della guarnigione romana che presidia Cafarnao, città di confine.

Domenica 3 febbraio 2019

Gesù ci infonde coraggio (Mc 6,45-56)

La liturgia di questa domenica, ci propone il vangelo di Marco con il racconto di Gesù sulla barca che calma la tempesta.
A chi non è mai successo di essere in un momento in cui ha l'impressione di essere in mezzo al mare in tempesta e di remare controvento?
Qualcuno penserà: "è tutta la vita che remo controvento!" È possibile, mi dispiace. Una lettura di fede, però, ci suggerisce che, bene o male, questo è un momento che tutti dobbiamo attraversare. Il momento della fatica, del remare contro, della stanchezza interiore, del lutto, dell'aridità: insomma il momento in cui si ha la netta percezione che il Signore non ci sia! Gesù stesso - e questo è un immenso mistero - ha sperimentato questa aridità, questo senso di abbandono.

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