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Domenica 10 novembre 2019

L’Amore dato rimane per sempre Mt 25, 31-46

La lettura della scena del "giudizio universale" che leggiamo nel Vangelo di questa domenica, nella solennità di "Nostro Signore Gesù Cristo re dell'Universo", conclude l'anno liturgico.
Ed è proprio questa pagina evangelica che rivela il senso sconvolgente della regalità di Cristo: Avevo fame, avevo sete, ero straniero, nudo, malato, in carcere…
Da queste parole emerge un fatto straordinario, ossia che lo sguardo di Gesù si posa sempre, in primo luogo, sul bisogno dell'uomo, sulla sua povertà e fragilità.

Domenica 3 novembre 2019

La vita è un viaggio verso la felicità eterna (Mt 22, 1-14 )

Cosa manca all’invito del Re per essere gradito agli invitati? Qualcosa deve mancare per forza, vista la fatica degli invitati a rispondere!
È un invito triste? No, è un invito a nozze, è l’invito per la festa meravigliosa del Figlio.
Allora è un invito poco chiaro? No, è stato ripetuto in molti modi e da molte voci.
Forse è un invito senza prospettive di divertimento? No, è l’invito a un banchetto gigantesco, immenso, meraviglioso.

Domenica 27 ottobre 2019

Dio si fa compagno di ogni uomo (Mt 28,16-20)

       Alla fine del Vangelo di Luca, così leggiamo: "Poi, Gesù li condusse fuori verso Betania, alzate le mani li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi (i discepoli) dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia, e stavano sempre nel tempio lodando Dio".

Domenica 20 ottobre 2019

Quando l’imperfezione piace anche a Dio 1(Lc 6, 43-48)

Gesù è il fondamento della vita del cristiano e il nostro DUOMO di Milano è il punto di riferimento per tutta la nostra diocesi. Cristo il figlio di Dio va interpretato dalla sua morte in croce. Gesù lo si capisce da qui, a partire dalla sua fine. Gesù sembrava un uomo fallito. E invece qui incomincia un suo nuovo modo di esistere. Gesù non c’è più ma ci sono gli apostoli. Gesù non c’è più ma c’è la Chiesa. E’ la presenza di Gesù nel mondo, da quel momento nasce la comunità cristiana.

Domenica 6 ottobre 2019

Chi accoglie uno di questi piccoli...

Nelle letture di oggi il filo d’oro è “accogliere”. L’accoglienza fa nascere angeli sulla terra; lo assicura la seconda lettura di S. Paolo: quanti accogliendo uno sconosciuto hanno accolto angeli. Penso a Gesù: “Chi accoglie uno di questi piccoli accoglie me, ero straniero e mi avete accolto!” Dio nel piccolo, non nel potente; Dio in chi non ha niente, non in chi controlla i suoi conti bancari. Penso al fondamento del mondo: la mamma che accoglie nel suo grembo una vita nuova; penso al fondamento di ogni alleanza umana, il matrimonio, quando l’amato dice all’amata, guardandola negli occhi: “Io accolgo te!”, e non più “io prendo te”, ma “io ti accolgo come si accoglie un dono, come si accoglie un regalo”, e proclama: “tu sei una benedizione di Dio giunta in dono a fare luce su questo cuore, tu sei per me Grazia di Dio”.
Accogliere: grande verbo che fa della nostra esistenza una liturgia. Dio non si merita, si accoglie. E il volto di Dio inizia dal volto dell’altro. Perché tutto ciò che fai con tutto il cuore ti avvicina all’assoluto di Dio.

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