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Domenica 11 novembre

Gesù, un re particolare(Lc 23,36-43)

 Con questa domenica dedicata a Cristo Re, si conclude l’anno liturgico. Questa data non corrisponde a nessun altro avvenimento, né amministrativo, né scolastico, né sociale e nemmeno culturale. La Chiesa segue un calendario suo, religioso, che misura il tempo non secondo i ritmi della natura o gli anniversari del passato, ma secondo la persona di Gesù Cristo. Si potrebbe direche l’anno liturgico che noi seguiamo è Cristo stesso, contemplato di volta in volta, di settimana in settimana, secondo i misteri principali della sua vita e della sua identità. Il modo di intendere il tempo dunque, non nasce dal basso, ma viene dall’alto, da Dio; è l’eternità di Dio che entra nel corso degli eventi umani e li plasma. Nella scena drammatica riportata dal Vangelo odierno, possiamo cogliere il significato vero della passione e della regalità di Gesù. La scritta sulla croce “questi è il re dei Giudei”, che vuole essere la motivazione della condanna, contiene in realtà il mistero profondo e reale della regalità del Cristo.

Domenica 4 novembre 2018

Tutti invitati alla festa di Gesù (Lc 14,1a.15-24)

Se non fosse per il fatto che questa parabola ci è così familiare, sentiremmo ancor più profondamente quanto sia irreale. È fuori dalla realtà per il fatto che tutti gli invitati in un colpo solo – come per un accordo – rinunciano all’invito, cosa che appare del tutto improbabile.
Immaginiamo la scena, siccome era una cortesia in uso negli ambienti distinti di Gerusalemme inviare dei servi per rinnovare l’invito al momento di inizio del pasto, appare impossibile che per tutta risposta gli invitati proprio quando ormai tutto è preparato si neghino… è un’esagerazione, anche perché le scuse che adducono erano loro note da tempo.

Domenica 28 ottobre 2018

Dio fa vibrare la mia anima? (Mc 16,14b-20)

Il vangelo di oggi dice: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo”. A volte nei secoli si è tradotto questa frase così: “Chi non ha il sacramento del battesimo non potrà andare, in paradiso”. E ci si poneva il problema dei bimbi non battezzati. Si diceva: “Non possono finire all’inferno, sono così ingenui! Ma non possono neppure andare in paradiso: non sono battezzati”. E si creò il limbo: una via di mezzo. Ma il battesimo non è l’assicurazione per l’eternità. Il battesimo è l’esplicitazione della realtà che siamo Suoi figli da sempre e che lo saremo per sempre. Un po’ come il matrimonio che sigilla, rende visibile, dichiara, l’amore tra due persone, ma non crea niente, non inventa. Il matrimonio consacra ciò che c’è, non fa magie, di nessun tipo. E se non c’è niente non consacra niente.

Domenica 14 ottobre

Il bene e il male crescono insieme (Mt 13,24-43)

Il cuore della parabola di oggi è molto semplice: nella nostra vita il bene e il male crescono insieme in un intreccio che l’uomo non deve districare, lasciando a Dio di compiere tale opera nella pienezza dei tempi.
È l’esperienza che facciamo tutti, anche dopo avere iniziato un percorso di fede, anche dopo una conversione che ci ha fatto cambiare vita. Pensiamo di essere cambiati, invece l’uomo vecchio di cui pensavamo di esserci sbarazzati, simpaticone, d’ogni tanto emerge e fa capolino nella nostra vita, facendo qualche danno e, soprattutto, gettandoci nello sconforto.

Domenica 7 ottobre 2017

Sono invidioso? (Mt 20,1-16)

Il vangelo di oggi ci presenta un proprietario terriero che assolda dei braccianti per la sua vigna.
"Non è facile accettare un Dio che anziché premiare i buoni e castigare i malvagi fa invece "sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni", offrendo a tutti il suo amore.
Un Dio del genere sembra ingiusto, come il padrone della parabola narrata da Gesù, che paga nello stesso modo chi ha lavorato molte ore e chi una sola.
Dio ama tutti. Dio non premia secondo la bravura, l'obbedienza o la coerenza delle persone. Il suo amore è per sempre e per tutti.

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