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Domenica 23 dicembre 2018, VI di Avvento

Auguri per un Natale di speranza

Carissimi parrocchiani,
ogni anno torna il Natale a ricordarci che Dio si prende cura di noi. Sì, Dio si prende cura di noi, Dio ha a cuore la nostra vita e per noi dona la sua vita.
Il Natale ci ricorda la grande storia d’amore su cui Dio ha voluto puntare: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”. Dio con amore e per amore si prende cura degli uomini.
Al contrario, quanta difficoltà abbiamo noi oggi a prenderci cura di noi stessi e degli altri in modo vero e autentico!

Domenica 16 dicembre, V di avvento

 La sposa è vita per lo sposo (Gv 3,23-32a)

Alcuni discepoli vengono dove Giovanni battezza, allarmati e irritati perché c’è un problema: un rivale, un competitore. “Ecco, tu l’hai favorito, quel tuo cugino! Gli hai mandato dietro la gente, e ora quello – notate come ne parlano in tono dispregiativo, senza mai nominarlo - ora quello ti fa concorrenza sleale!” Le gelosie, le meschinità di sempre: non si chiedono se quelli che vanno da Gesù si avvicinano o no a Dio; loro si preoccupano non di Dio ma del gruppo, se i nostri fedeli aumentano o diminuiscono, se quegli altri diventano più numerosi di noi; se “quello” fa più discepoli di Giovanni, ha più consensi. Idolatria del capo, del gruppo, del numero...dell’audience.

Domenica 2 dicembre, III di Avvento

Gesù risponde con i fatti (Lc 7,18-28)

Nel leggere questo brano del vangelo la prima cosa che cattura l’attenzione è l'atteggiamento di Giovanni, che manda i discepoli da Gesù per fargli una domanda diretta, schietta.
Senza peli sulla lingua chiede "sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?".
Sei tu colui che sto aspettando? Quasi a dire “non ho tempo da perdere, parliamoci chiaro”. Un personaggio del genere non può che affascinarci. Per capire meglio come fosse questo Giovanni guardiamo altri passi del vangelo di Luca in cui si parla di lui.
Nel capitolo 1 Giovanni è nel seno della madre e sussulta quando sente la voce di Maria, come un bambino impaziente. Impaziente di fare, vedere, conoscere...

Domenica 25 novembre, II di Avvento

Gesù ci cambia la vita (Mc 1, 1-8)

"Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio": così l’evangelista Marco comincia il che leggiamo oggi. Sapete certamente che "Vangelo" significa "bella notizia", ma questa bella notizia non è un avviso, non è una informazione, non sono parole!!! E' una persona: Gesù. Cosa significa? Che Dio si è fatto così vicino a noi da farsi uomo come noi. Gesù, se ascoltato e accolto, porta sempre un nuovo inizio, una nuova ventata di aria fresca e pulita alla nostra vita: è proprio come l'arcobaleno dopo un temporale!
Siamo alla seconda settimana di Avvento e ci avviciniamo poco a poco al Natale. A volte non consideriamo la grandezza e il significato di questo evento perché siamo troppo presi da tutte le nostre cose, da tutte le nostre "notizie" che a noi sembrano più belle, più importanti e che ci fanno dimenticare ciò che più conta: che Gesù è venuto a mostrarci, con la sua vita, come dobbiamo vivere per andare in paradiso.

Domenica 18 novembre 2018, prima domenica di Avvento

Avvento, tempo di speranza (Lc 21,5-28)

Inizia il tempo di Avvento: Adventus, da advenio, che vuol dire venuta. Liturgicamente l'avvento è il periodo tempo che ci porta al Natale e ci prepara alla nascita di Gesù il 25 dicembre. Sul piano personale, l'avvento è quello spazio aperto perché un "figlio" e una "nascita" possa accadere in noi.
Dio nasce ogni anno il 25 di dicembre, non è un dato rituale, è un fatto: Dio continua a nascere; Dio, dove c'è spazio e disponibilità, di certo verrà. E Dio viene, questo è certo; non è certo però se noi lo vedremo dato che l'avvento non è tanto un periodo dell'anno, ma una dimensione della vita. In ognuno di noi, se ci apriamo, comprenderemo che l'av-vento:
 - crea av-venire proprio perché si apre nel presente a ciò che incontra e crea così un futuro diverso inseminato dalla novità che viene accolta;
 - diviene av-ventura perché qualcosa di nuovo entra nella nostra vita e genera una novità verso cui andare e da cui siamo attratti e richiamati;
 - è sempre un inter-vento di Dio che vuole far nascere qualcosa di nuovo in noi, sorprendendoci, meravigliandoci.

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