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Domenica 13 gennaio, Battesimo di nostro Signore

Dio si fa vicino a noi (Lc 3,15-16. 21-22)

Quante volte nel nostro discorrere presi dalle tante preoccupazioni ci chiediamo dove si trova Dio nella nostra vita.
Un po' tutti ci poniamo questi interrogativi, ma poi la Parola di Dio ci illumina e ci offre quella luce che ci fa comprendere dove si trova quel Dio che cerchiamo.
Egli è il Dio che non intende vivere staccato dall'uomo. E' il Dio che si china su tutte le nostre fragilità piccole grandi. E' il Dio che si fa vicino a noi perché Lui stesso ha sparso il sangue per noi.
Il Dio cristiano sconvolge la visione di divinità che da sempre abita l'uomo.

Domenica 6 gennaio 2019, Epifania di nostro Signore

Gesù, la luce che illumina i popoli (Mt 2, 1-12)

Con la solennità di questa domenica, si conclude questo tempo di Natale.
Il brano del Vangelo che ascoltiamo oggi, come ogni anno ci avvolge con il suo mistero: il mistero sulla provenienza dei Magi (il vangelo riporta la generica indicazione che provenivano da Oriente), il mistero sull'identità e sui nomi dei Magi, il mistero sul loro numero.
I Magi dell'Epifania nella tradizione popolare sono diventati "re" e "tre" per i doni che offrirono. I Magi portarono al Bambino tre doni: oro, incenso e mirra.
Il primo dono, l'oro, era il dono che si portava al re (1 Re 9,11), il simbolo per eccellenza della regalità.

Domenica 23 dicembre 2018, VI di Avvento

Auguri per un Natale di speranza

Carissimi parrocchiani,
ogni anno torna il Natale a ricordarci che Dio si prende cura di noi. Sì, Dio si prende cura di noi, Dio ha a cuore la nostra vita e per noi dona la sua vita.
Il Natale ci ricorda la grande storia d’amore su cui Dio ha voluto puntare: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”. Dio con amore e per amore si prende cura degli uomini.
Al contrario, quanta difficoltà abbiamo noi oggi a prenderci cura di noi stessi e degli altri in modo vero e autentico!

Domenica 16 dicembre, V di avvento

 La sposa è vita per lo sposo (Gv 3,23-32a)

Alcuni discepoli vengono dove Giovanni battezza, allarmati e irritati perché c’è un problema: un rivale, un competitore. “Ecco, tu l’hai favorito, quel tuo cugino! Gli hai mandato dietro la gente, e ora quello – notate come ne parlano in tono dispregiativo, senza mai nominarlo - ora quello ti fa concorrenza sleale!” Le gelosie, le meschinità di sempre: non si chiedono se quelli che vanno da Gesù si avvicinano o no a Dio; loro si preoccupano non di Dio ma del gruppo, se i nostri fedeli aumentano o diminuiscono, se quegli altri diventano più numerosi di noi; se “quello” fa più discepoli di Giovanni, ha più consensi. Idolatria del capo, del gruppo, del numero...dell’audience.

Domenica 2 dicembre, III di Avvento

Gesù risponde con i fatti (Lc 7,18-28)

Nel leggere questo brano del vangelo la prima cosa che cattura l’attenzione è l'atteggiamento di Giovanni, che manda i discepoli da Gesù per fargli una domanda diretta, schietta.
Senza peli sulla lingua chiede "sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?".
Sei tu colui che sto aspettando? Quasi a dire “non ho tempo da perdere, parliamoci chiaro”. Un personaggio del genere non può che affascinarci. Per capire meglio come fosse questo Giovanni guardiamo altri passi del vangelo di Luca in cui si parla di lui.
Nel capitolo 1 Giovanni è nel seno della madre e sussulta quando sente la voce di Maria, come un bambino impaziente. Impaziente di fare, vedere, conoscere...

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