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Domenica 24 marzo 2019, III di Quaresima

Il Vangelo ci rende liberi. (Gv 8,31-59)

È un bel guaio la liturgia di questa terza domenica di Quaresima, non solo per il predicatore, che se riesce a offrire un buon commento al vangelo come minimo suscita collera e imbarazzo nell'assemblea. In realtà siamo tutti nei guai, perché dobbiamo fare i conti con questo scomodo vangelo che ci rivela un problema che ostacola pesantemente il nostro cammino di conversione. Potremmo definirlo mancanza di libertà, quella libertà interiore che dovrebbe risplendere in chi crede in un Dio che è infinito amore.

Domenica 17 marzo 2019, II di Quaresima

Gesù e la Samaritana (Gv 4, 5-42)

Il vangelo di oggi ci propone questo incontro meraviglioso tra Gesù e la Samaritana.
Gesù, che è giudeo, si trova in Samaria, che è pagana. I profeti erano andati spesso dai Samaritani a dirgli: "Branco di ignoranti! Bisogna andare al tempio di Gerusalemme, non sul Garizim, il monte dove andate voi! Siete eretici, impuri: convertitevi!".
Noi dobbiamo entrare nella logica e nella mentalità di quel tempo per capire cosa fa Gesù. Ciò che Gesù fa è contro ogni buon senso e contro ogni regola del tempo. L'incontro infatti sovverte tutte le norme comuni e religiose. Gesù scavalca tutte le barriere.

Domenica 10 marzo 2019, I di Quaresima

Con Gesù, affrontiamo il deserto (Lc 19,1-10)

Le tentazioni sono sempre il vangelo che la liturgia ci propone nella prima domenica di ogni Quaresima.
La Quaresima, che dura 40 giorni, ci introduce a vivere con intensità il centro dell'anno liturgico, che è il Triduo Pasquale con gli eventi di morte e risurrezione di Gesù.
Quaranta è un numero che ritroviamo nell'Antico Testamento.

Domenica 3 marzo 2019

Trasformati dall’amore di Dio (Lc 19,1-10)

Il vangelo di questa domenica ci riporta la conversione di Zaccheo.
Quest'uomo è una pecora perduta, è disprezzato e uno "scomunicato", perché è un pubblicano, anzi, è il capo dei pubblicani della città, amico degli odiati occupanti romani, è un ladro e uno sfruttatore.
Impedito dall'avvicinarsi a Gesù, probabilmente a motivo della sua cattiva fama, ed essendo piccolo di statura, Zaccheo si arrampica su un albero, per poter vedere il Maestro che passa. Zaccheo stesso non sa il senso profondo del suo gesto, nemmeno osa sperare che possa essere superata la distanza che lo separa dal Signore; si rassegna a vederlo solo di passaggio.

Domenica 24 febbraio 2019

Saper riconoscere i propri errori (Mc 2,13-17)

Gesù chiama Levi, un peccatore, un pubblicano, un lontano dal regno di Dio. Non ci può essere dimostrazione più evidente che la vocazione è un fatto gratuito, un'azione creatrice. Quando Dio chiama, crea nel chiamato la forza per rispondere: lo fa su misura per la missione a cui lo destina. Dio non vuole l'emarginazione di nessuno. Ogni peccatore può trovare la via del bene se i buoni sanno convivere e banchettare con lui. La missione di Gesù, e quindi anche della Chiesa, non è quella di alzare barriere di protezione, ma di abbatterle per mescolarsi col mondo.

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