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Domenica 9 giugno 2019, Pentecoste

Lo Spirito Santo fa nascere la Chiesa (Gv 14,15-20)

L'immagine delle lingue di fiamme che si posano su ognuno personalmente dopo essersi divise da un unico fuoco, è molto efficace nel descrivere un dono di una indescrivibile potenza. Lo Spirito Santo, che per Sant'Agostino è l'Amore tra Dio Padre e Dio Figlio (l'Amante e l'Amato), è bene descritto per me da questo fuoco, che è il fuoco dell'amore divino che accende l'amore umano, scalda il cuore, dona coraggio, illumina la strada, brucia ogni resistenza e ostacolo interiore. È da questo momento che nasce la Chiesa, così come anche noi continuamente oggi cerchiamo di costruirla.

Domenica 2 giugno 2019, VII di Pasqua - Domenica dopo l’Ascensione

Dio ha bisogno di discepoli adulti (Lc 24, 36b-53)

Oggi la chiesa celebra la festa dell'Ascensione. La liturgia celebra tre feste: Pasqua (la resurrezione), quaranta giorni dopo Pasqua l'ascensione, cinquanta giorni dopo la Pentecoste (domenica prossima).
Sono stupiti e amareggiati, i discepoli. Il Maestro se ne va proprio ora che, infine, avevano capito il grande disegno di Dio su Gesù, proprio ora che, finalmente, avevano superato il dolore e si erano convertiti alla gioia! Proprio ora che, come nel finale in una bella commedia americana, tutto sembrava chiaro, lineare: il Regno era finalmente iniziato e Gesù avrebbe regnato con i suoi fedeli  apostoli per l'eternità. E invece no, Gesù torna al Padre, e affida l'annuncio del Regno ai discepoli.

Domenica 26 maggio 2019, VI di Pasqua

Il Signore tornerà (Gv 16,12-22)

Con le parole “un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete”, Gesù preannuncia ai discepoli che la sua uccisione in croce lo sottrarrà per un po’ dai loro occhi, ma poi tornerà a farsi vivo. Mai come per Gesù questa espressione è più appropriata, Gesù tornerà a farsi vivo, tornerà visibile agli occhi dei suoi e del mondo dopo la sua risurrezione. Gesù, aggiunge a questa rivelazione, una profezia a più lungo raggio temporale, annunciando con chiarezza inconfondibile il proprio ritorno nella sua venuta intermedia: “In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà.

Domenica 19 maggio, V di Pasqua

Il “comandamento” di Gesù (Gv 13,31b-35)

Gesù sintetizza tutto il suo messaggio in questa ispirazione: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.”
Una precisazione. Il termine greco tradotto con “comandamento”, “comando”, è «entolè», che in greco significa più propriamente “procedura”, “istruzione”, cioè quel certo modo, la regola madre attraverso cui fare una certa cosa affinché riesca. Il comando fa parte del mondo del dovere, dell’autorità, degli ordini, dei precetti, della legge, dell’imposizione, della morale.

Domenica 12 maggio 2019, IV domenica dopo Pasqua

Servi o amici? (Gv 15,9-17)

Cos’è più facile, essere servi oppure essere amici? Il servo è colui che deve eseguire gli ordini senza discutere. Il servo non considera il padrone a suo pari, ma si “sottomette” alla sua volontà sperando in una ricompensa o in una giusta paga, o nei casi di un servo-schiavo di non essere punito. Il servo non condivide necessariamente quello che pensa o progetta il padrone, e non è nemmeno necessario, perché l'unico suo scopo è obbedire e basta. In genere un servo è in competizione con gli altri servi davanti al suo padrone, per essere il migliore, il più lodato e magari elevato nella inevitabile scala gerarchica che si crea tra i molti servi, e poco gli importa degli altri.

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