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L'edificio della chiesa

La Chiesa di San Lorenzo martire in Trezzano sul Naviglio è stata costruita negli anni 1963 -1964 su disegno dell'architetto Franco Negri con la collaborazione dell'architetto Esposito. Nel maggio del 1964 è finita al rustico ed è aperta al culto il 28 dello stesso mese. A completamento dei lavori, il primo novembre 1983 viene consacrata dal Cardinale Arcivescovo Carlo Maria Martini. 

L'idea ispiratrice di quest'opera è la tenda che accompagna il nomade nel suo fuggevole cammino. Il cristiano è come un nomade. Passa pellegrino sulla terra, finchè arriva alla patria celeste.

La chiesa è il luogo d'incontro tra Dio e l'uomo; un incontro non già statico, ma in cammino, instabile, finchè Dio non sarà tutto in tutti.

Il piano di calpestio della chiesa è stato impostato ad una quota sopraelevata rispetto a quella stradale onde poter ricavare degli ambienti di servizio a piano terra e nel contempo richiamare l'immagine storica che colloca il tempio in una posizione dominante rispetto all'abitato, quasi a sottolineare il senso di elevazione che investe chi percorre la gradinata.

Il concetto informatore che ha suggerito le scelte formali dell'edificio, si rifà alla grande semplicità della capanna, ove la presenza del tetto prevale su quella delle pareti e gli effetti chiaroscurali sono demandati alla plasticità delle strutture a vista, messe in risalto dalla luce filtrata delle vetrate.

Di queste vetrate, si è voluto istoriare solo quella posta sul fondale del presbiterio. I contrafforti visibili sul lato nord dell'edificio, gli stessi confessionali e le cappelle minori denunciano l'importante ruolo formale che ha svolto la parte strutturale.

La profonda convinzione della sacralità del luogo ha portato gli autori del progetto a scelte "monastiche", quasi a non voler distrarre dalla meditazione il credente e concentrarla verso il presbiterio messo in risalto dal biancore dei suoi elementi.

L'incontro tra Dio e l'uomo ha il suo momento forte la domenica: "Giorno del Signore". Al centro di ogni festa vi è un evento importante da vivere ed il bisogno di ritrovarsi per celebrarlo gioiosamente insieme. Tale è la domenica del cristiano, giorno in cui la Chiesa, per un'antica tradizione che trae origine dallo stesso giorno della Risurrezione, celebra attraverso i secoli il Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo, sorgente e causa di salvezza per l'uomo. "Tutto ciò che Dio ha creato di più grande e più sacro è stato da Lui compiuto nella dignità di questo giorno" (S. Leone Magno). L'inizio della creazione, la Risurrezione del Figlio di Dio, l'effusione dello Spirito Santo, ebbero luogo in questo giorno. Per questo nessun altro giorno è altrettanto sacro per il cristiano quanto la domenica.

 

La vetrata

Nella chiesa si ha la pace interiore, sul grigiore della realtà quotidiana, espressa dal cemento, domina la vetrata. 

"Cristo risorto principio della nuova creazione"

In alto, avvolto in tino sfolgorio di luce, un triangolo antico simbolo (il Dio dal quale proviene ogni bene; primo e massimo fra tutti Il Figlio, divenuto uomo tra gli uomini, per riportare tutto il creato alla sua originaria bellezza e grandezza.

Ecco allora la nuova creazione che si annuncia e si fa. Sotto il Cristo, l'immagine di una terra che emerge dalle antiche tenebre. A sinistra di chi guarda, un nuovo albero della vita in contrapposizione al vecchio albero che ha alle sue radici il peccato, origine e causa di ogni male; il nuovo albero che affonda le sue radici in Cristo pieno di grazia e di santità.

 

Su quel tronco si innestano i rami cioé gli uomini rinati dall'acqua e dallo Spirito Santo, destinati a formare il nuovo popolo di Dio, secondo le parole del Signore Gesù: "Io sono la vite e voi i tralci".

A destra, le acque: simbolo della purificazione avvenuta attraverso la Croce e segno di una nuova fecondità. Sul petto del Signore, il suo Cuore squarciato dalla lancia: nuova fonte di rigenerazione e di vita. Segno di un amore senza fine, che invita l'uomo a penetrare nella profondità del mistero stesso di Dio.

La vita nuova ha inizio con il battesimo ed esige che l'uorno confronti di continuo la sua educazione, l'organizzazione sociale e la stessa coscienza personale con il Vangelo.

La Parola ci dice come l'amore del Padre ha raggiunto in Cristo le varie situazioni umane, le ha rese vere, le ha illuminate e purificate dal di dentro, le ha aperte a nuove e insospettate possibilità.

La vita, la morte, l'amicizia, il dolore, l'amore, la famiglia, il lavoro, le varie relazioni personali, la solitudine, i segreti movimenti del cuore, i fenomeni sociali, tutta questa vita umana ci viene consegnata dalla Parola di Dio in una luce nuova e vera (Card. Martini).

La Parola di Dio conduce l'uomo a superare i limiti della sua intelligenza, a cercare ciò che realmente merita la sua dedizione. L'orienta ad impegnarsi per tutto ciò che dona gioia profonda e definitiva nell'attesa che venga il Cristo che farà nuove tutte la cose.

 

Il portale d'ingresso

Il portone è opera progettata e realizzata dal Signor Franco Benzi di Modena. Egli stesso ne dà il significato: "Composta di tanti pezzi di legno di diversa dimensione e spessore, la porta, nella sua parte anteriore, vuole essere una raffigurazione allegorica del Corpo mistico che è la Chiesa. L'unione spirituale di tutti i membri della Chiesa deve essere completa, indipendente dalla loro singola personalità; la varietà e la molteplicità di comportamenti. La comunità ecclesiale è una ricchezza che si esprime nella bellezza del tutto.

 

La parte interna è l'intelaiatura assimetrica sulla quale sono fermati i molti pezzi che compongono la parte anteriore. Essa è formata da tante specchiature, una diversa dall'altra e per la stia particolare assimetria, può significare il tormento della Chiesa del nostro tempo e anche esprimere il mistero della Chiesa composto da tante espressioni di fede quanto molteplici sono le chiamate del Signore; ma tutto è costruttivo e funzionale solo se tutti sono disponibili alla volontà di Dio e al servizio dell'intera Comunità".

"Essi ascoltavano con assiduità l'insegnamento degli apostoli, vivevano fraternamente, patecipavano alla cena del Signore, pregavano insieme" (Atti 2,42).

Le caratteristiche della comunità di Gerusalemme sono indicative anche per noi. Infatti, è tirgente per tutti: piccoli, adolescenti, giovani ed adulti una seria e appropriata istruzione religiosa che assicuri la crescita nella fede e salvaguardi dai "falsi profeti" e dalle conclusioni di una cultura che ha smarrito il senso ultimo dell'esistenza umana.

Quando l'unità è infranta, allora, ci è richiesto di confessare la nostra debolezza. Riconoscere innanzi a Dio d'essere venuti meno al comandamento dell'amore, ammettere innanzi ai fratelli la propria fragilità e chiedere perdono ad entrambi è un dovere. Il sacerdote che riceve il pentimento ha l'autorità da Dio di perdonare e riammettere nella comunità.

 

 

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