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Domenica 28 giugno 2020, IV Domenica dopo Pentecoste

 

Buone Vacanze ...

Carissimi tutti,

   è con un po' di tristezza che vengo a voi scrivendovi l’ultimo saluto prima dell’estate… Ma si sa c’è un tempo per ogni cosa e quindi la pausa estiva ci potrà comunque servire per ritornare più carichi e vicini per il prossimo anno pastorale
Del resto qualcuno ha detto che gli amici sono come le stelle, ci sono anche quando non si vedono.

Ecco questo è l’augurio che vorrei lasciarvi: dopo tanti mesi di vita particolare, ma comunque intensa, vorrei dirvi che anche se lontani siete comunque nei miei affetti.
E’ stato un periodo particolare quello passato, per molti drammatico, per altri un po’ meno.
Una cosa per tutti però è certa: Gesù non ci ha lasciati…il vangelo ci ha guidato sempre, sia nelle celebrazioni eucaristiche, sia nelle testimonianze di tante persone che aiutando gli altri sono diventati Parola Vivente.
Non so dire come usciremo e quale senso ha avuto questo tempo, solo condividervi che ho sperimentato la bellezza di una presenza: la vostra nella mia vita e la mia nella vostra vita.
Questo è stato possibile, almeno per me, perché nel nome di Gesù ogni incontro è reale e sempre attuale.
Tanti sono i ricordi di questo periodo che mi affollano la mente ed il cuore, i volti che ho incontrato, le lacrime che ho consolato, gioie che ho accolto e paure che ho cercato di ascoltare.
Non so se sarò riuscito a dare a tutti ciò di cui avevano bisogno, ma una cosa è certa, ho cercato di far sentire che la parrocchia era vicina a ciascuno di voi, anche se da lontano.
Salutandovi però non posso non esprimere il mio più grande desiderio: spero che ripartendo a settembre tutti voi e tanti altri si sentano sempre più  parte integrante di questa comunità.
Diversità di vedute, sensibilità differenti ci portano a volte ad incomprensioni e confusioni, ma questo non deve toglierci il desiderio di volerci bene, di costruire percorsi di umanità insieme .
Quando c’è il bene e la stima reciproca tutto passa, tutto si dipana.
Ecco io vorrei una parrocchia così’, in cui ci si sente come a casa, in famiglia. In cui ciò che conta sono gesti di fiducia, di amore, di aiuto, anche semplici spontanei, non costruiti, ma immediati.
Nel nome di quel Gesù che anni fa ho scelto come motivo della mia vita, vi stringo in un forte abbraccio , vi chiedo di fare lo stesso con me, se ne avete la voglia e la forza.
Ripartiamo a settembre  più uniti e più sereni che mai.
Insieme ai miei confratelli, padre Michele e padre Zuhir, auguro a tutti una buona estate,

P. Paolo

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