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Domenica 21 giugno 2020, III domenica dopo Pentecoste

 

Gesù ci chiede di rompere tutti i nostri schemi  (Gv 3,16-21)

Questo brano è una parte di un lungo discorso che Gesù fa con uomo di nome Nicodemo.
Nicodemo era un fariseo, faceva parte dell’aristocrazia sacerdotale, ed era un maestro; è quindi un saggio del tempo, un profondo conoscitore della Bibbia e della religione. Ma gli manca qualcosa. E per questo va da Gesù.

Nicodemo ha una nostalgia dentro il cuore, percepisce che c’è qualcosa di più grande, che va oltre. È un uomo che non si accontenta, che vuole capire, che vuole vivere di più. A Nicodemo Gesù fa una proposta immensa: gli dice che bisogna rinascere. Sostanzialmente gli dice: “Quello che tu chiami vita, io la chiamo morte, non-vivere. Lascia questo tuo modo di vivere, e io ti farò vedere che cos’è la vita vera, quella eterna, quella che non passa, quella che riempie, quella che ti sazia, quella che ti fa felice. Se saprai lasciare questa tua vita, questo tuo modo di pensare, di rapportarti, ti mostrerò per davvero la vita”.
Vi chiedo: non vi entusiasma? Non vi emoziona? Se avete un cuore sono sicuro di “si”. Se siete vivi, sono sicuro che vi stuzzica, che vi richiama, che vi attira. Se non vi richiama, allora siete già morti. Si tratta di rinascere, ma sono anche sicuro che vi fa paura. Lasciare, fidarsi, abbandonarsi, credergli, seguirlo, cambiare, è lasciare il certo per ciò che ancora non conosciamo. E fa paura!
Gesù era così: era un uomo che faceva proposte che rompevano tutti gli schemi, le convenzioni e le abitudini. Gesù apriva orizzonti nuovi e impensati. Gesù era davvero affascinante e attraente perché ti presentava un modo di vivere estremo, meraviglioso, da “mozzarti il fiato”, intenso. E voleva risposte intense, cioè decise, radicali, coinvolgenti. Gesù è per anime grandi. Gesù non si concilia con chi ama il quieto vivere, il tran-tran quotidiano.
Guardate la vita dei santi o degli apostoli. Chi vuol vivere sulla difensiva, senza rischiare troppo, è meglio che lasci stare. Perché Gesù ti coinvolge, ti sconvolge. E’ come l’amore: ti prende tutto, ti possiede, ti afferra. Gesù è il fuoco: o si brucia o non lo conosci. Gesù è come l’acqua: o ti immergi o non la conosci. Gesù è come la vita: o la vivi o sei sul bordo della strada. E a Nicodemo dirà: “Se tu vuoi capire chi sono io, devi  lasciare stare la tua Legge, le tue regole, le tue norme, la tua morale. Devi rinascere. Devi far morire un mondo di illusione, di falsità, di apparenza, di vuoto, di buone maniere e riaprire gli occhi sulla realtà”.
Guardiamo in su, guardiamo in alto e distogliamo lo sguardo da terra.
La gente ha lo sguardo così rivolto in basso che neppure si accorge della realtà che le sta vicino, finché non alza lo sguardo.
La gente ha una visione bassa, superficiale, ristretta, limitata, terrena delle situazioni. La gente è così presa da sè, dai suoi stupidi e banali problemi, dai suoi fastidi, che non fa che girare intorno a sé. “Ma secondo te è meglio la tuta della Nike o dell’Adidas?”: per questi problemi la gente si angoscia! “Oddio come faccio ad uscire questa sera, non ho niente da mettermi”: la gente ha gli armadi pieni di vestiti e si fa le paranoie perché quel vestito l’ha già messo una volta. Quanta gente soffre perché non ha l’ultimo prodotto, l’ultima auto, l’ultimo cellulare! Quanta gente soffre perché il proprio figlio non è il primo della classe! Quanta gente si odia perché non è bella come quello o come quell’altro! Quante donne vivono nell’ansia perché la casa non è in perfetto ordine! Avete mai sentito i discorsi delle persone? Quanti sono angosciati e in ansia per problemi insignificanti!
Guarda in su, in alto: non angosciarti per le stupidaggini. Vale la pena di rovinarsi la vita per queste cose?
Guarda in su: guarda verso Dio e guarda alle vere tragedie della vita.

Padre Paolo

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