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Domenica 14 giugno 2020, II Domenica dopo Pentecoste

Se sto male nel corpo, anche lo spirito soffre (Gv 6, 51-58)

In questa Domenica, non celebreremo come gli altri anni con una solenne processione la festa del Corpo e del Sangue del Signore, a causa dei problemi della pandemia ancora in corso.
Questa festa nasce dal miracolo di Bolsena a cui dobbiamo il duomo di Orvieto. Durante una messa, quando si spezza il pane, un po’ di sangue scorre dalla piccola ostia. Dal 1264 questa festa viene estesa a tutta la chiesa.

Il Corpo di Cristo è il pane consacrato, ma il Corpo di Cristo sono soprattutto le persone, gli uomini, le donne, io e il mio corpo. Amare un pezzo di pane, beh è anche molto facile. Credere che lì ci sia Dio non ci cambia poi così tanto la vita. Ma amare le persone questa è un’altra cosa. Vedere o credere che in certi volti ci sia Dio questo è più impegnativo, più coinvolgente e sconvolgente.
Madre Teresa diceva: "Mi è difficile credere che la gente possa vedere il Corpo di Cristo in un pezzo di pane e non lo possa vedere nelle persone, negli uomini e nei volti". Ma sarà più facile vedere Dio nel volto di tua moglie che in un pezzo di pane, o no? Sarà più facile vedere Dio nel volto di tuo figlio che non in un pezzo di pane? Sarà più facile vedere Dio in un tramonto, in uno sguardo intenso, in un dialogo profondo e intimo, in una mano che ti aiuta, negli occhi di chi ha sofferto, che non in un po' di vino? Un noto predicatore diceva: "Non so se chi ama Dio ami l'uomo. Ma so che chi ama l'uomo, ama Dio".
Quando noi diciamo che nel pane c'è il corpo di Cristo, diciamo due cose. La prima che lì c'è Dio. E diciamo: "Tu ci puoi credere o no, ma qui c'è Dio". La seconda è che nei corpi, in tutti i corpi, c'è Dio. Diciamo: "Tu ci puoi credere o no, ma in te, in me, in ogni uomo c'è Dio”.
In certe esistenze Dio proprio non appare, non si vede. Ma perché non si rivela, perché non si fa vedere, non vuol dire che non ci sia.
Dio si è fatto carne: questo è il grande mistero che la chiesa professa.
Gesù è venuto sulla terra e Gesù è Corpo di Dio. L'incarnazione di Dio nel mondo ricorda a noi uomini che non esiste nessun spirito senza materia. E i fisici ce lo dicono bene: la realtà, tutto quello che vediamo è nello stesso tempo luce o onde (spirito) e particelle (materia). Come il ghiaccio è acqua condensata così la materia è energia condensata. Nel suo punto più profondo la materia è simultaneamente spirito e materia. Tutto è materia e spirito. Lo spirito si trova nell'unghia, nell'osso, nella pelle... Non c'è uno spirito racchiuso nelle cose ma tutto può essere spirito o materia.
Vi siete mai chiesti perché attorno ai santi c'è l'aureola? Cos'è l'aureola se non la luce che brilla dal corpo dei santi. Quando una persona è veramente spirituale  allora il suo corpo realmente, fisicamente, brilla, è solare, è luminoso.
Non esiste nessun corpo senza spirito e nessun spirito senza corpo. Quando sto male nel corpo anche lo spirito soffre e quando lo spirito sta bene anche il corpo sta bene. Chi non ama il corpo non ama Dio perché il corpo è tempio dello Spirito.
La Chiesa oggi celebra la festa dell’eucarestia. Noi crediamo che un pezzo di pane diventi il Corpo di Cristo. Ed è così!
Ma se Dio è capace di fare di un pezzo di pane il suo Corpo, cosa può fare di noi?
Quando io faccio la Comunione e prendo sulla mia mano il corpo di Cristo, mi dico: “Guarda cosa fa un po’ di pane! Sembra niente e invece sfama migliaia di persone”.
Questo pane placa la fame d’amore, disseta il mio cuore arso, indirizza il mio sguardo cieco, trova ragioni per vite senza senso, illumina il buio e i tunnel. Questo pane è Dio stesso che viene in me, che non si vergogna di entrare nella mia casa, che ha voglia di venire a trovare, che vuole incontrarmi, che vuole saziarmi, che vuole amarmi.

Padre Paolo

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