Utenti

 

Domenica 31 maggio 2020, Domenica di Pentecoste

 

Sei sempre arrabbiato? Lo Spirito mi può cambiare (Gv 14, 15-20)

Pasqua era anticamente la festa di primavera, Pentecoste l'inizio della raccolta del grano. Per gli ebrei, Pasqua ricorda il passaggio del mar Rosso e Pentecoste i comandamenti sul Sinai. Per i cristiani, Pasqua è la resurrezione di Gesù, Pentecoste l'effusione dello Spirito. Gesù a Pasqua se ne va al cielo, ma a Pentecoste ritorna sotto un'altra forma: lo Spirito. La Pentecoste, i cinquanta giorni, indicano che un tempo è finito: è giunto a compimento il tempo del Gesù terreno e delle sue apparizioni e si apre un nuovo tempo, il tempo dell'uomo, della Chiesa e dello Spirito. Ma cosa sta succedendo? Gesù è morto e gli apostoli sono presi dalla paura: "Che accadrà adesso?". Possiamo capire tutta la loro paura e i loro dubbi: "Gesù se ne è andato, cosa ne sarà di noi, adesso che il maestro, il nostro capo è morto? Come possiamo pensare di continuare noi il suo messaggio? Faranno anche a noi ciò che hanno fatto a lui?". Per loro questo è un momento di crisi forte, profonda, radicale, decisiva. Il giorno di Pentecoste per gli apostoli è stato un salto qualitativo. Da un livello di superficie sono passati ad un livello interno, dalla dipendenza sono passati all'autonomia e alla libertà. Parlavano una lingua che tutti capivano perché erano entrati in contatto con il Dio dentro di sé. Prima Gesù era fuori, avevano vissuto insieme, avevano mangiato e parlato con lui; adesso quel Gesù (Risorto) non era più fuori ma dentro (Spirito Santo), lo sentivano forte e chiaro, potente e presente. Mentre prima vivevano nella paura di perderlo, adesso sapevano benissimo che nessuno glielo poteva più togliere, perché ciò che è dentro di noi non ci può essere sottratto.
Fu un passaggio che li sconvolse, che li mise in crisi. Le due immagini "rombo come di vento" e "fuoco che si divideva" indicano un passaggio potente, destabilizzante, in ogni caso così forte che poi non sarai mai più come prima. Il vento indica un passaggio di libertà e di decisione (spazza via, purifica, scompiglia e sconvolge, ti libera da paure). Il fuoco indica un salto di calore, di passione, un "essere toccato" (ogni lingua assume la sua forma su ogni soggetto che scende). Questo salto qualitativo ci porta dall'essere freddo, insipido, al bruciare, al trovare senso e passione. Questo contatto con Dio in noi, ci ha permesso di trovare la nostra forma e la nostra unicità. Solo così avvengono i grandi passaggi della vita: se non c'è Spirito, se non c'è vento e fuoco, non si va da nessuna parte! Non si possono fare le grandi scelte. Proviamo a fare un esame di coscienza, per vedere se mi ritrovo in qualcuna di queste domande.
Perché sbatti le porte così forte? Perché urli sempre quando parli? Perché sei sempre arrabbiato? Perché non c'è luce nel tuo volto? Perché non sai esprimere un sentimento che sia uno? Perché se puoi "fregare" gli altri lo fai? Perché non sai sorridere? Perché non sai dire "grazie"? Perché non sai pregare?
Ciò che è tremendo della nostra società è l'incapacità di essere spirituale. E' una vera disabilità. Il segno evidente della nostra malattia è: "Quanto costa? Quanti soldi? Quanti soldi servono?". Un altro segno eclatante è l'espressione: "Io, io". "Io faccio così; se non ci fossi io; ti dico io cosa fare; io di qua, io di là; parlo io; io so; io non ho bisogno".
Materia è il pane della domenica sull'altare. Spirito è quando io vedo in quel pane, il Pane, il Cristo. Materia è quando vedo nel mio collega o in una persona solo uno che mi dà fastidio. Spirito è quando inizio a vedere uno che soffre, uno che ha un cuore e un'anima. Materia è quando vedo di fronte al nuovo giorno solo un altro giorno di lavoro. Spirito è quando posso vedere un'altra opportunità che mi viene data per sperimentare la vita. Materia è quando qualcosa mi fa innervosire. Spirito è quando inizio a chiedermi il perché, che cosa devo imparare o che cosa devo cambiare del mio comportamento o del mio modo di pensare. Materia è mangiare, spirito è gustare. La stessa vita può essere terribilmente materiale o terribilmente spirituale, piena di buio o di luce. Tutto può essere materia o tutto può essere spirito, dipende dai miei occhi.

Padre Paolo

Scarica qui il COM della settimana

Share

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo