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Domenica 5 gennaio 2020,  nell'ottava del Natale del Signore

 

In Viaggio con i Magi (Mt 2, 1-12 )

Nella festa dell’Epifania la Chiesa ci presenta il testo di Matteo dove si proclama l’amore universale di Dio per tutta l’umanità. Quest’amore universale non intende soltanto l’estensione: “Ovunque”, ma anche la qualità del suo amore: “Per tutti”.
I Magi partono da lontano. E non a caso partono dall’Oriente: perché dall’Oriente sorge il sole.

I Magi erano astrologi ed erano certamente ricchi: ma chi glielo fa fare di lasciare tutto, di seguire una stella, di mettersi in viaggio verso l’ignoto e il misterioso?
“Chi me lo fa fare?”, chiedono spesso le persone. “Nessuno!”. È un’esigenza del cuore; è il desiderio dell’anima che ti spinge verso Dio. Il viaggio, la ricerca, lo scoprire, è il respiro del cuore: nessuno è costretto anche se è ciò che dà vita all’anima.   
Noi sotto sotto abbiamo l’illusione che trovare Dio, la felicità, che compiere il nostro destino, possa avvenire tranquillamente. Seduti in casa, davanti alla tv, con un po’ di coca-cola e dei popcorn, un giorno ci arriva l’illuminazione, ci cade dall’alto e così capiamo cosa fare. Ma non è così.
Vuoi trovare Dio, il tuo Bambino Divino? Cerca! E cerca con tutte le tue forze e con tutto te stesso.
In Erode vince la paura, nei Magi la forza del mettersi in gioco, in ricerca, di viaggiare.
All’inizio erano vicini: Dio (il Bambino) nasce in Erode e nei Magi. Ma alla fine faranno strade completamente diverse: Erode cercherà di uccidere quel Bambino, che nient’altro è che la sua parte divina; i Magi, invece, troveranno il Bambino e lo adoreranno.
E dov’è la differenza? Erode ha paura e si lascia vincere. La paura lo paralizza e non si muove. Anche i Magi ce l’hanno ma questo non ha impedito loro di partire verso l’ignoto, di cercare, di viaggiare.
Psicologicamente, spiritualmente, Erode “non ha fatto nessun viaggio” verso di sé, non si è sviluppato. Erode è l’uomo che non si prende cura del proprio animo, che vive distaccato da sé, che non si guarda dentro, l’uomo primitivo in balia delle proprie forze istintuali e quello che fa è solo la conseguenza di questo.
E uomini primitivi dal punto di vista dell’anima sono capaci di tutto.
I Magi invece sono in viaggio, in cammino verso di sé e verso la Vita.
Erode è l’uomo della paura: lui non esce, lui rimane sempre nelle sue posizioni.
I Magi, invece no. Sono gli uomini che si fidano, che si lasciano coinvolgere ed escono.    
Dove sta la differenza? Semplicemente in un viaggio. I Magi sono usciti, hanno rischiato, hanno osato, si sono fidati di una stella (cioè di un’intuizione) ma senza certezze e hanno seguito la loro stella. Erode? Erode non ha fatto nessun viaggio. E scegliere di non fare nulla è una scelta. Ma cos’hanno vissuto?
Di Erode si dice che era turbato. E’ quel vivere dove mai si è nella pace, dove si è sempre inquieti, agitati, mai contenti, terribilmente sempre “sulle spine, sempre nervosi”.
Perché Erode è così? Perché ha paura! Ha paura che quel bambino gli possa sottrarre qualcosa; ha paura di perdere qualcosa. Se tu hai paura non puoi uscire, non puoi perdere le tue sicurezze, anche se false, anche se sai che ti stai mentendo. La paura uccide (Erode ucciderà gli innocenti; Erode ha ucciso il proprio cuore).   
E dei magi, cosa si dice? Che provarono “una grandissima gioia. Ma perché sono felici? La felicità è la conseguenza di un viaggio, di un essersi messi in cammino, di un essersi lasciati coinvolgere, di un andare, di un uscire; del coraggio di non rimanere nelle loro dimore.
Le persone dicono: “Voglio essere felice”. Ma non si può essere felici così perché la felicità non si può raggiungere, è solamente la conseguenza di un modo di vivere.
Se non sei felice e vuoi esserlo, devi cambiare il tuo modo di vivere. La felicità viene da questo “cammino”, dove c’è molto da perdere di ciò che si sa, per trovare quell’inaspettato e in-credibile” che non si sapeva. “Vuoi essere felice?”. Cammina, esci, coinvolgiti, vivi.

Padre Paolo

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