Utenti

Domenica 6 ottobre 2019

Chi accoglie uno di questi piccoli...

Nelle letture di oggi il filo d’oro è “accogliere”. L’accoglienza fa nascere angeli sulla terra; lo assicura la seconda lettura di S. Paolo: quanti accogliendo uno sconosciuto hanno accolto angeli. Penso a Gesù: “Chi accoglie uno di questi piccoli accoglie me, ero straniero e mi avete accolto!” Dio nel piccolo, non nel potente; Dio in chi non ha niente, non in chi controlla i suoi conti bancari. Penso al fondamento del mondo: la mamma che accoglie nel suo grembo una vita nuova; penso al fondamento di ogni alleanza umana, il matrimonio, quando l’amato dice all’amata, guardandola negli occhi: “Io accolgo te!”, e non più “io prendo te”, ma “io ti accolgo come si accoglie un dono, come si accoglie un regalo”, e proclama: “tu sei una benedizione di Dio giunta in dono a fare luce su questo cuore, tu sei per me Grazia di Dio”.
Accogliere: grande verbo che fa della nostra esistenza una liturgia. Dio non si merita, si accoglie. E il volto di Dio inizia dal volto dell’altro. Perché tutto ciò che fai con tutto il cuore ti avvicina all’assoluto di Dio.
Avere un cuore che accoglie. Per non perdere tu per primo la ricchezza dell’esistenza, altrimenti sei come una casa bella dentro, ma con le porte e le finestre sbarrate. E davanti al cancello chiuso sfila la vita: passano poveri e profeti, e non li vedi; passano angeli e bambini, e non li vedi; passa la vita e nessuno che si affacci a dare o ad accogliere.
Invece guardiamo la vedova di Zarepta e il profeta Elia: i due protagonisti sono entrambi dei poveri di Dio, il profeta in fuga, lei vedova povera che non ha neppure di che sfamare suo figlio, eppure condivide il suo niente. Il miracolo consiste più che nella giara che non si esaurisce nella generosità dentro la disperazione. E non si sa quale sia la fede più commovente, se quella del profeta che si affida per vivere alla più povera delle donne, e per di più pagana, o quella della donna che dà tutto ciò che ha. Amare nel vangelo non equivale ad emozionarsi, a sentire, ma si traduce sempre con un altro verbo, molto semplice, molto concreto: dare.
A noi, forse spaventati dalle esigenze di Cristo, spaventati dall’impegno di dare tutto, di avere una causa che valga più di noi stessi, Gesù aggiunge una frase dolcissima: «Chi avrà dato anche solo un bicchiere d’acqua fresca non perderà il premio». Lui che ha dato tutta la vita, che ha detto: “amate con tutto il cuore con tutto ciò che avete”, ora indica il quasi niente. Un gesto così piccolo che anche l’ultimo degli uomini, anche il più povero può compiere. E tuttavia un gesto non distratto, un gesto vivo, significato da quell’aggettivo che Gesù aggiunge, così evangelico: «fresca». Non un’acqua qualsiasi, Acqua fresca deve essere, l’acqua attenta all’altro, l’acqua migliore che hai, quasi con dentro l’eco del cuore che sussurra: tu sei importante.
Amare è dare; dare inizia da un bicchiere d’acqua fresca: ecco la stupenda pedagogia di Cristo.
Tutto il vangelo è nella croce, tutto il vangelo sta in un bicchiere d’acqua fresca. Nulla è troppo piccolo per il vangelo, e ogni gesto fatto con tutto il cuore ci avvicina all’assoluto di Dio. Perché l’uomo guarda le apparenze, Dio guarda il cuore. E un uomo vale quanto vale il suo cuore. Vale a dire che non conta essere docente universitario o casalinga, prete o laico, non conta ciò che fai, conta come lo fai. E’ l'energia, la passione, la convinzione che metti in ciò che fai che mette grazia d’infinito nei gesti.
Non conta quante preghiere dici o quante messe ascolti, ma come sei presente a Dio. Come si vive è la vita. Tutti abbiamo a disposizione gesti infiniti, e la relazione autentica con gli altri è davvero a nostra portata, comincia dai gesti più semplici.
Meno opere e più gesti, anche per noi, gesti quotidiani, che si fanno lenti non per una questione d’orologio, ma per la loro intensità.

Padre  Paolo

Scarica qui il COM della settimana

 

Share

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo