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Domenica 14 aprile 2019, Domenica delle Palme nella Passione del Signore

In cammino con Gesù (Gv 12, 12-16)

È la domenica che inaugura la settimana santa che la nostra tradizione liturgica ambrosiana chiama “Autentica”.
In essa il cammino quaresimale viene coronato dalla celebrazione del Triduo Pasquale della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, che dispiega l’evento di salvezza posto a fondamento della fede e della vita della Chiesa, vale a dire la Pasqua, partecipata ai credenti nei sacramenti del Battesimo,  della Cresima e dell’Eucaristia.
Il brano di Giovanni segue immediatamente quello dell’“unzione” di Gesù in casa di Lazzaro da lui «risuscitato dai morti» e riporta l’iniziativa spontanea della folla, presente in Gerusalemme per l’imminente festa di Pasqua, che va incontro a Gesù recando, non semplici fronde strappate dagli alberi, ma palme, simbolo di vittoria.
Con le palme l’evangelista registra il grido della folla con il quale lo acclama quale inviato da Dio e re d’Israele. Il gesto di Gesù di montare su un asinello, sta ad indicare che la sua regalità si differenzia da quella dei sovrani di questo mondo. Anzi, con l’esplicita citazione del profeta Zaccaria, viene chiarito che egli è il re umile e pacifico destinato, nel disegno divino, a governare non un solo popolo ma tutte le genti.
Il brano si chiude con l’indicazione preziosa anche per noi: sarà soltanto nell’ora della sua “glorificazione”, ovvero della Croce, che i discepoli di allora e di sempre saranno pienamente illuminati e potranno comprendere in pienezza le parole profetiche e i fatti riguardanti il Signore Gesù. Al pari dei discepoli anche noi comprenderemo in pienezza ciò che è avvenuto e ciò che è significato nell’ingresso messianico a Gerusalemme, soltanto nell’ora nella quale il Signore sarà glorificato ossia, nell’ora della sua esaltazione in Croce. Ricordando ovvero “facendo memoria” di quanto egli ha fatto, impariamo anche noi, suoi discepoli, che la “regalità” secondo il disegno inaccessibile di Dio non consiste nella forza e nella potenza, ma nell’obbedienza al volere di Dio.
Gesù entra a Gerusalemme trionfalmente. La gente applaude, agita in alto i rami strappati dalle palme e dagli ulivi, stende i propri mantelli al passaggio del Rabbì di Galilea. Piccola gloria prima del disastro, fragile riconoscimento prima del delirio.
Gesù sa, sente, conosce ciò che sta per accadere. Troppo instabile il giudizio dell'uomo, troppo vaga la sua fede.
Ma che importa? Sorride, ora, il Nazareno e ascolta la lode rivolta a lui e che egli rivolge al Padre.
Messia impotente e mite, energico e tenero, affaticato e deciso. Non entra a Gerusalemme a cavallo di un puledro bianco, non ha soldati al suo fianco che lo proteggono, nessuna autorità lo riceve: Egli cavalca un ridicolo asinello, ricordando a noi, malati di protagonismo, che il potere è tale solo se non si prende troppo sul serio, che la gloria degli uomini è inutile e breve.
Osanna, figlio di Davide, Osanna nostro incredibile Dio, nostro magnifico re. Osanna dai tuoi figli poveri e illusi, feriti e mendicanti, Osanna re dei poveri, protettore dei falliti, Osanna! Innalza a te il grido di lode la tua Chiesa, santa e peccatrice, riconosce in te l'unica ragione di vivere, l'unica ricerca, l'unico annuncio, Osanna maestro amato, dolcissimo Gesù.
Carissimi parrocchiani, questa è la settimana più importante per i cristiani. Purtroppo l’esperienza di questi ultimi anni mi dice che proprio nel Triduo Pasquale tanti di voi non sono presenti alle diverse liturgie in Chiesa. Vi invito calorosamente a gustare insieme a noi sacerdoti la Morte e Risurrezione di Gesù, sperando di vedervi numerosi.
Buona Settimana Santa a tutti.

P. Paolo

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