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Domenica 3 marzo 2019

 

Trasformati dall’amore di Dio (Lc 19,1-10)

Il vangelo di questa domenica ci riporta la conversione di Zaccheo.
Quest'uomo è una pecora perduta, è disprezzato e uno "scomunicato", perché è un pubblicano, anzi, è il capo dei pubblicani della città, amico degli odiati occupanti romani, è un ladro e uno sfruttatore.
Impedito dall'avvicinarsi a Gesù, probabilmente a motivo della sua cattiva fama, ed essendo piccolo di statura, Zaccheo si arrampica su un albero, per poter vedere il Maestro che passa. Zaccheo stesso non sa il senso profondo del suo gesto, nemmeno osa sperare che possa essere superata la distanza che lo separa dal Signore; si rassegna a vederlo solo di passaggio.

Ma Gesù, quando arriva vicino a quell'albero, lo chiama per nome: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
Quell'uomo piccolo di statura, respinto da tutti e distante da Gesù, è come perduto nell'anonimato; ma Gesù lo chiama per nome.
E Gesù va nella casa di Zaccheo, suscitando le critiche di tutta la gente di Gerico che diceva: - Ma come? Con tutte le brave persone che ci sono in città, va a stare proprio da quel pubblicano?
Sì, perché lui era perduto; e Gesù dice: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo». In casa di Zaccheo, da quel giorno, entrò la gioia, entrò la pace, entrò la salvezza, entrò Gesù.
C'è questo dialogo meraviglioso: "Zaccheo, scendi: oggi vengo a casa tua". A casa mia, Signore? Ma io sono... Zaccheo, scendi! Signore ma questa gente... Lascia stare, Zaccheo! Io sono colui che abbandona novantanove pecore nell'ovile e cerca la pecora smarrita: io sono venuto per i peccatori.
E Cristo entra nella casa di Zaccheo. E che cosa accadde in Zaccheo? Che cosa accadde nella casa del suo cuore? L'incontro vero con Cristo.
Zaccheo capisce il dono di Cristo, è sconvolto, perché tutto gli appare incredibile; Zaccheo capisce l'amore gratuito di Dio e si rende conto che l'Amore di Dio aspetta una risposta: una risposta d'amore!
E allora? Ecco la sua decisione:" Signore, io do la metà dei mie beni ai poveri e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto" .
E la risposta di Cristo: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è il figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.”
Non c'è professione o condizione sociale, non c'è peccato di alcun genere che possa cancellare dalla memoria e dal cuore di Dio uno solo dei suoi figli. "Dio ricorda", sempre, non dimentica nessuno di quelli che ha creato; Lui è Padre, sempre in attesa vigile e amorevole di veder rinascere nel cuore del figlio il desiderio del ritorno a casa. E quando riconosce quel desiderio, anche semplicemente accennato, , subito gli è accanto, e con il suo perdono gli rende più lieve il cammino della conversione e del ritorno.
Lasciamoci anche noi chiamare per nome da Gesù! Nel profondo del cuore, ascoltiamo la sua voce che ci dice: "Oggi devo fermarmi a casa tua", cioè nel tuo cuore, nella tua vita. E accogliamolo con gioia: Lui può cambiarci, può trasformare il nostro cuore, può liberarci dall'egoismo e fare della nostra vita un dono d'amore. Gesù può farlo; lasciati guardare da Gesù!" (Papa Francesco)
Anche per noi c'è l'incontro con Cristo Signore.
Una domanda allora: “riesco io a prendere una decisione vera di cambiare vita come ha fatto Zaccheo?”
Tutto questo senza scoraggiarsi. Il perdono di Dio dà la forza di cambiare il cuore e la vita. Nulla è impossibile all'amore di Dio.

P. Paolo

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