• Stampa

Domenica 23 dicembre 2018, VI di Avvento

Auguri per un Natale di speranza

Carissimi parrocchiani,
ogni anno torna il Natale a ricordarci che Dio si prende cura di noi. Sì, Dio si prende cura di noi, Dio ha a cuore la nostra vita e per noi dona la sua vita.
Il Natale ci ricorda la grande storia d’amore su cui Dio ha voluto puntare: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”. Dio con amore e per amore si prende cura degli uomini.
Al contrario, quanta difficoltà abbiamo noi oggi a prenderci cura di noi stessi e degli altri in modo vero e autentico!
Quanta fatica facciamo a gestire con amore la vita, il tempo, gli ideali, gli affetti, i sentimenti, le relazioni! Quanta difficoltà a ricercare l’essenziale della vita!
L’annuncio del Natale non è compiuto finché non prendiamo seriamente coscienza della scelta di Dio di avere cura degli uomini e se non facciamo nostra questa scelta d’amore nella nostra vita quotidiana.
Sì, perché Natale è innanzitutto una domanda rivolta a noi cristiani: che cosa posso fare per rendere migliore la mia vita e la vita degli altri?
Se ci guardiamo attorno ci accorgiamo certamente che elementi di negatività e pessimismo sembrano aver preso il sopravvento. È cresciuto lo spirito di disaccordo, si assiste a tanta prepotenza e anche ad una violenza diffusa nel parlare, nel modo di trattarsi l’un l’altro. La speranza e la passione per il cambiamento in positivo sembrano affievolirsi ogni giorno.
Anche nella politica, nella società civile e nella chiesa talvolta si è presi da un senso di impotenza di fronte ai grandi problemi del nostro paese. Dobbiamo ritrovare il gusto e la passione di lavorare di più insieme, in sinergia, mettendo da parte lo spirito di contrapposizione e la rivalità che contraddistinguono la nostra società di oggi, per lavorare tutti per il bene comune.
Il Natale è un giorno che apre alla speranza, che ci indica che qualcosa di nuovo e di diverso può ancora accadere.
Il Natale ci dice che proprio dall’umiltà della nostra vita può arrivare qualcosa di straordinario. E allora il Natale è per tutti noi un impegno. Prendiamoci cura della nostra città, del nostro territorio, prendiamoci cura soprattutto dei più deboli, degli sconfitti, degli ultimi e persino dei nostri avversari. Prendiamoci cura della natura, dell’ambiente: custodiamolo per coloro che verranno dopo di noi.
Ai genitori chiedo di prendersi cura dei figli con amore e devozione: fatevi educatori e testimoni di vera spiritualità, anche nella solitudine, ma con sincera e viva speranza.
A tutti i coniugi raccomando di prendersi cura l’un l’altro: custodite l’amore che Dio vi ha donato attraverso il sacramento del matrimonio, siate responsabili, non fuggite alle prime difficoltà, respingete la tentazione di eliminare i problemi attraverso scorciatoie di amori rubati o di superficiali relazioni.
A tutti i figli chiedo di prendersi cura dei propri genitori, dei fratelli, dei nonni: abbiate il coraggio di ascoltare la loro “saggezza”, frutto degli anni e anche delle loro sofferenze .
Cari parrocchiani, prendetevi cura anche della vostra comunità, dei vostri preti, anche noi ora facciamo parte della vostra famiglia.
Noi sacerdoti cercheremo con tutto il cuore di prenderci cura, senza tristezza e rassegnazione, di tutti voi parrocchiani, con il desiderio di farci riconoscere come “dono” per il nostro tempo.
Il nostro augurio, mio e dei miei confratelli P. Antonio, P. Michael e P. Erik, è che Gesù possa fare visita a tutti voi, in special modo a chi soffre e a chi guarda al futuro con preoccupazione e timore.
Buon Natale, ai "piccoli" e agli anziani, a chi è rimasto orfano o vedovo, a chi vivrà un Natale più triste per la perdita di una persona cara o per la solitudine.
Sia un buon Natale per tutti, noi sacerdoti preghiamo intensamente che tutto questo si realizzi per ognuno di noi.

P. Paol

Scarica qui il COM della settimana