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Per i 50 anni di servizio all’Altare e al Popolo di Dio di Padre Renato Spallone

 

"1965 - 2015, mi racconto... come prete, uomo, credente"

(Rogazionista, 50 anni in servizio e in missione)

Ciao Padre Renato!

Subito un grande complimento per la copertina del libro, una vera sciccheria! E auguri fin d'ora per la cerimonia del 20 giugno per il tuo 50°.

Ho letto con attenzione il comunicato stampa del collega Giorgio Villani e mi complimento anche con lui che, più che un semplice comunicato, ha svolto magnificamente una vera e propria recensione. Per quanto riguarda il programma a Casalnuovo dell'8 agosto ti confermo che, dopo la messa vespertina, intorno alle ore 20.00 organizziamo nel teatro comunale un "Incontro culturale" dedicato al tuo 50°, più uno spazio dedicata ad un'altra nostra concittadina-scrittrice, Renata D'Ardes, che vive a Vasto. Stiamo preparando la brochure del programma completo della Festa che, orientativamente, spediremo a fine giugno. Ancora un caro saluto e un abbraccio forte, Dino. Comunicato stampa- Recensione Sabato 20 Giugno sarà presentato a Trezzano sul Naviglio il libro di Padre Renato dal titolo: “1965-2015, mi racconto come prete, uomo, credente” (Rogazionista, 50 Anni in servizio e in missione). All’iniziativa, che si svolgerà presso la chiesa di S. Lorenzo alle ore 19, oltre ai numerosi invitati saranno presenti il sindaco di Trezzano Fabio Bottero e Michele Paganini che avrà il compito di introdurre la manifestazione. Il libro è costituito da poco meno di duecento pagine in formato A4 che sono state impreziosite dalla carta lucida e da decine di fotografie a colori e in bianco e nero che accompagnano la narrazione quasi autobiografica del percorso di vita compiuto da Renato Spallone. Dalla sua adolescenza in quel di Casalnuovo Monterotaro (Foggia) alla prima scelta compiuta all’età di 14 anni di far parte delle adunanze come aspirante dell’Azione Cattolica alla successiva e più importante decisione di entrare in un seminario dei Rogazionisti che lo portò all’Ordinazione Sacerdotale di Subiaco (Roma) l’8 Agosto 1965. Cinquant’anni di sacerdozio che Padre Renato festeggerà tra due mesi proprio a Casalnuovo dove l’amministrazione comunale sta mettendo a punto una articolata “Festa dell’accoglienza”. “L’idea di scrivere questo libro? È nata subito dopo un evento catastrofico, il terremoto del 2002. Io lasciai Casalnuovo a 14 anni e in quella tragica circostanza tornai e riannodai i rapporti con tutta la comunità; ed è stato proprio in quella occasione che nacque la volontà di scrivere un libro”. Il testo? La storia della famiglia ricostruita attraverso il diario scritto dal padre, i documenti che hanno consentito di raccogliere il cammino verso il Sacerdozio, il servizio pastorale e le comunità religiose dove ha operato ed infine i ricordi degli ultimi anni trascorsi a Trezzano sul Naviglio tra i quali spiccano l’inaugurazione del nuovo oratorio e l’udienza con Papa Francesco del 29 Aprile scorso. Una parte rilevante del libro è dedicata anche ai tre viaggi che Padre Renato ha compiuto in Irak. “In quella nazione, come Rogazionisti, aprimmo un campo profughi per cristiani sfollati dal sud ed in particolare da Bagdad e Mossul; un campo dove praticavamo particolare attenzione alla cura e alla crescita dei bambini”. Da quel campo i Rogazionisti dovettero però fuggire nell’agosto del 2014 a seguito dell’avanzata delle truppe dell’Isis e rifugiarsi, a loro volta, nel campo profughi Ashti 128 di Erbil. Ricerche storiche, aneddoti, il ritorno al paese natio, i ricordi delle stupende ore trascorse con gli amici ritrovati, i terribili giorni vissuti in Irak, la commozione dei giorni più tristi e la gioia dei momenti più belli fanno da filo conduttore nel testo scritto dall’emigrato per vocazione, da Padre Renato Spallone.

PUGNI, CONIGLI E CODE DI PAGLIA.... LA RISPOSTA UN PO' SPAZIENTITA DI UN SACERDOTE ALLE DOMANDE DI GIOVANI PARROCCHIANI TROPPO INSISTENTI DOPO AVER SENTITO L'INTERVISTA AL PAPA.

"Queste reazioni dimostrano solo ignoranza, ragazzi. Avete letto quel che il Papa ha detto? Avete cercato di capire? O solo i titoloni dei giornali su internet? Cioè squallidi e per niente innocenti pettegolezzi? Qualche “illustre” giornalista, un sedicente “teologo”? Chiaro, papa Francesco ama la comunicazione diretta, non si preoccupa di sottilizzare, specie in colloqui non formali, ma dice sempre la verità. Non si preoccupa di bilanciare ogni cosa che dice: è il Papa, parla all’interno di un contesto più ampio che è il Magistero della Chiesa, che ama e serve, e all’interno del suo personale Magistero, che, vi ricordo, è Magistero petrino. Il gioco dei signori dell’informazione, i padroni del vapore, è proprio di screditare il Magistero, sia che lo osteggino, sia che lo appoggino. Appoggiano ciò che conviene loro, deformando il senso di tutto. Vogliono programmaticamente danneggiare, cioè dividere la Chiesa. Divide et impera, come del resto purtroppo accade. E non pochi (anche buoni) cattolici si prestano al gioco. Non dobbiamo cadere nella trappola! Papa Francesco conosce bene questi problemi, perciò ha scritto la Evangelii gaudium, l’Esortazione apostolica che contiene le chiavi del suo modo di fare e di tutte le sue affermazioni. Dovete studiarla meglio! Il Papa vuole evangelizzare, arrivare a tutti, non può usare un linguaggio sempre specialistico e paludato. E vuole chiamare tutti a conversione, a cominciare da se stesso. Persino i genitori di molti figli – che il Papa apprezza e incoraggia – hanno bisogno di essere chiamati a conversione. Guarda un po’... Far figli in sé non è garanzia di nulla: in America Latina, e non solo lì, vige spesso una grande irresponsabilità verso i figli, generati e abbandonati a se stessi, “bambini di strada”. Il Papa viene da quei posti, da quelle situazioni..... " ( Da Agenzia Zenit ) 

3^ Domenica d'Avvento

LA TESTIMONIANZA ( Giov. 5, 33-39 )

Se siamo stati attenti alla lettura del testo di oggi, ci accorgiamo subito della frequenza della parola "testimonianza". Questa parola, immediatamente, evoca in noi qualcosa di giuridico, di legale. Certo, anche nel nostro linguaggio, assume questa accezione specifica. Ma nel Vangelo di Giovanni ha un significato più ampio e più profondo che il termine greco "marturya" non esprime completamente. Infatti Giovanni sta parlando da ebreo, perciò con un sottofondo che invia all'essenza della persona e all'intreccio delle relazioni. Testimonianza qui vuol dire "dare credito" incondizionato a Gesù. E c'è un crescendo di "testimonianze": da Giovanni Battista, alle opere di Gesù, al Padre, alle Scritture e alla coscienza. Ma è bello anche accorgersi che Gesù non solo riceve testimonianze, ma le dà: al Padre, a Giovanni, a chiunque entra in relazione con lui, lasciandosi incontrare e chiamare. E' un darsi credito a vicenda, un fidarsi reciproco, un confermare la propria scommessa sul Signore, un riconquistare la validità, il desiderio, la passione di una ricerca (" Signore, dove abiti?" "Ma da chi andremo, Signore? Tu solo hai parole di vita eterna"). Che bella parola - testimonianza- marturya! A dire la lealtà reciproca, l'appoggio, la speranza di verità, la bellezza di un ritrovarsi, la passione del condividere e del partecipare. Offuscata, ma anche avvalorata, dal monito - risentito che Gesù ci lascia con rammarico: "Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce, né avete mai visto il suo volto; e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a Colui che mi ha mandato". Questo richiamo è rivolto a tutti noi: -Davvero ascoltiamo la sua voce? -Davvero crediamo al Dio di Gesù? cioè: ci fidiamo di Lui? -Davvero la sua parola rimane in noi? Infatti non è questione di "scrutare", ma di accogliere, di lasciarci plasmare dalla sua Parola e dalla sua consolazione. Di buttarsi, anche nel buio.

                                                                                                                      Trezzano sul naviglio, novembre 2013

 

Sua  Santità, Papa Francesco,

Sembra ieri sera (invece son passati otto mesi) da quando fuoriuscì dal mitico comignolo del Vaticano la tanto attesa fumata bianca alla quale  seguì  il fatidico annuncio pronunciato dalla flebile ed emozionata voce del  Protodiacono:  “Habemus Papam… Francesco”.

Nella mia casa, al completo di moglie e figli, abbiamo gridato di gioia alla Sua luminosa apparizione nel  candido abito bianco e alla sua semplice espressione <<Buona Sera!>>.

C’è un antico detto che dice <<Se il buon giorno si vede dal mattino – nel caso, dalla sera- siamo a metà dell’opera!>> Quel suo modo pacato e semplice quella sera di esordio al Soglio Pontificio sono certo che abbia conquistato oltre alla mia famiglia tutto il mondo in ascolto.

  Mi chiamo Cesare Armentano, sono nativo di San Cesario di Lecce che si trova in Puglia nel cuore del bellissimo Salento, fra le belle marine di Gallipoli sullo Ionio e Otranto sull’Adriatico, da più di quarant’anni risiedo a Trezzano sul naviglio, a sud di Milano, in cui ho svolto la mia attività di imprenditore commerciale, grazie a Dio, con risultati soddisfacenti; sono sposato con Gianna e abbiamo avuto tre figli maschi, il più piccolo, purtroppo, perso tragicamente a soli ventotto anni.

Da qualche anno ho ceduto la miaa attività e mi godo al meglio l’ultimo tratto di vita. Ogni anno trascorro sei mesi al nord Italia e sei mesi al sud,  praticando i miei hobby  preferiti : footing, giardinaggio, pesca e pittura.  

 A proposito di pittura, all’indomani della sua elezione mi misi subito all’opera a dipingere la sua immagine affacciata al balcone che mi era rimasta impressa per tutta la notte, ma il mattino seguente vedendo la tv, Ella apparve in ginocchio insieme al suo predecessore Benedetto XVI , entrambi  assorti a pregare nella cappella di Santa Marta.

-Ohibò! -mi sono detto- che sia più giusto dipingere i due Papi?- E così iniziai ad abbozzare il mio disegno. Per puro caso  accadde che quel giorno mi sentii  al telefono con  Carmen, una mia cara amica che abita a Lecce, docente di  lettere, conoscitrice della storia dei Papi e profondamente religiosa. A lei  prospettai la mia iniziativa che condivise con entusiasmo  suggerendomi  di aggiungere  all’immagine dei  due Papi quella di Giovanni Paolo II, il caro  Papa polacco al quale lei e suo marito Ottorino  erano  molto devoti e affezionati  per aver adottato , Kamil ed Edyta, due orfani polacchi di dieci e  dodici anni. 

Il consiglio dell’amica lo presi a volo e cominciai a realizzare il quadro dei tre Papi, eminenti rappresentanti   della Cristianità degli ultimi quarant’anni.

Il dipinto ad olio (70x100) dei “Tre Papi” esprime tutto il mio entusiasmo per la Sua persona e quella dei Suoi predecessori, forse per questo ha suscitato molti consensi.

Una stamperia me ne  ha riprodotto con tecniche digitali un buon numero di copie in diverse grandezze da esse ha estrapolato anche la Sua immagine. Molto volentieri  ne ho fatto dono agli amici, ma   specialmente a varie parrocchie delle località Salentine che io frequento d’estate. Una di esse, riproduzione su tela 70x100, che raffigura Sua Santità  sorridente è stata  accolta ed esposta nella magnifica Cattedrale di Otranto, accanto alla cappella dei Santi “Ottocento Martiri” dall’ottimo Arcivescovo  Mons. Donato Negro. 

Il  Parroco Don Pietro Marti  di recente  mi ha riferito che tra i tanti visitatori  c’è stato anche un eminente Arcivescovo Argentino proveniente dalla diocesi di Buenos Aires che, nel vedere la Sua immagine, rivolgendosi a lui, ha esclamato ben due volte con entusiasmo: 

“ma è Bergoglio, che bello, é il nostro Papa Francisco!”

 Trattavasi di  Victor Manuel Fernàndez, che Lei ben conosce, teologo di pregio, rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina, elevato lo scorso maggio alla dignità di Arcivescovo , dal 2007 e Suo valido consulente,  nella conferenza dei  Vescovi latino-americani di Aparecida. La cosa  ovviamente ci ha riempito di gioia. Per questo La prego di  gradire le copie del quadro che umilmente le invio, sperando di poterLe donare gli originali di persona, magari  in una visita a Roma che, mi auguro, il mio carissimo amico molto attivo e prodigo Parroco Spallone Renato  della Parrocchia San Lorenzo del mio paese di residenza Trezzano sul naviglio-Milano, vorrà organizzare non appena riceverò un piccolo cenno di accoglienza. Le accolga con la Sua infinita bontà , semplicemente come segno della mia devozione e affetto che , come in tanti altri, Lei sa suscitare. 

Lo  abbiamo visto in questi  mesi:  Ella è stata sempre in movimento. VedendoLa  col suo stile di vita austero che lo porta a rifiutare l’appartamento papale e la villa di Castelgandolfo e a camminare sulle sue scarpe nere portandosi la borsa di lavoro, che ha la preferenza per le piccole autovetture, il chinarsi a lavare i piedi di una donna e per di più musulmana…, a spostarsi per  portare conforto ai disgraziati profughi di Lampedusa , ad Assisi per celebrare il giorno di San Francesco,  a Rio de Janeiro in Brasile alla G.M.G., nel  lungomare di Copacabana  tutti hanno notato quanto Ella sia amata dalla gente del mondo, poiché non fa discriminazioni, accoglie tutti come un fratello tra i fratelli, scende e sale dall’auto, abbraccia, bacia i bambini, li accarezza, stringe le mani a tutti e persino si mette a ballare con Vescovi e Cardinali il “Flash-mob”, a dimostrazione che la vita è anche gioia, allegria, pace e amore. Lo sa che questo ballo mi ha ispirato un altro bozzetto al quale sto lavorando?

 Che gran Papa è Ella Santità! 

Santità, il fatto è che la Sua elezione è qualcosa di straordinario poiché è il simbolo di rinnovamento di quella  Chiesa, immagine di Cristo,  che  sa  andare verso la gente, che soffre l’indigenza degli altri  e sente il bisogno di portare a tutti  quella  Buona Novella che restituisca la speranza a questo mondo che l’ha perduta,  che invita i non credenti e  i  cattolici a  percorrere insieme  la via del dialogo per costruire insieme un mondo di pace.

In attesa di poterLa incontrare un giorno di persona  affido me e la mia  famiglia alle sue preghiere ringraziandoLa di cuore per tutto quello che sta facendo per la gioia dell’umanità.

Con i sensi di una profonda devozione                                                              

CESARE ARMENTANO

 

Indirizzo 20090 Trezzano sul Naviglio/Milano Via Leonardo da Vinci, 223 

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Cell. 3335306934   tel. 02.4453592

                                                                          

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