Benvenuti nel sito ufficiale della Parrocchia di SAN LORENZO MARTIRE dei ROGAZIONISTI del Cuore di Gesù

- Trezzano Sul Naviglio - Milano.


 

Domenica 24 settembre

Il pane che dona la vita al mondo (Gv 6,24-35) 

Questa domenica la liturgia ambrosiana ci presenta un brano del vangelo di Giovanni che non racconta l'istituzione dell'eucarestia, ma più degli altri ne approfondisce il senso.
Al giorno d’oggi, nel nostro mondo occidentale, generalmente anche nell'ambito del pane vi sono molte sofisticazioni; addirittura si sostituisce spesso e volentieri il pane con qualcosa di più solleticante e ricercato. Si è perso il senso del pane come cibo necessario per l'esistenza, come elemento primario per la fame di tutti.
E nella lettura di oggi ci viene proposto l’equivoco: siamo nel contesto della condivisione del pane con la folla del giorno prima, quando tutti poterono sfamarsi a sazietà e gratuitamente. Naturalmente la folla non ha capito niente di quel gesto, anzi ha capito l'esatto contrario, tanto che chiede a Gesù se Dio li sfamerà gratis, senza fatica. Ma Gesù usa il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci per introdurre uno dei suoi discorsi più importanti. Gesù spiega: bisogna darsi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna. Il Pane vero è quello disceso dal cielo, cioè Lui, e la caratteristica di questo pane è di dare la vita al mondo.
Torna il discorso del vero senso del segno del pane: la condivisione. Ma è una condivisione che passa attraverso il Signore con una finalità precisa: dare la vita.
Dire e ascoltare queste parole con serietà implica una trasformazione di mentalità: non si tratta, in effetti e necessariamente, di offrirsi per la morte (Dio è il Dio dei viventi), ma di spendere la propria vita e il proprio pane con gli altri e non gli altri lontani, ma quelli che hai vicino e di cui faresti, a volte, volentieri a meno.

Domenica 17 settembre 2017

Chi è Gesù per me (Lc 9, 18-22)

Nel testo de Vangelo di oggi troviamo Gesù che pone due domande: vuole sapere dai discepoli che cosa la gente pensi di lui, e che cosa essi pensano di lui. Gesù chiede: "Cosa si dice in giro di me?". E gli apostoli riportano alcune opinioni: "Giovanni Battista, Elia, un profeta", cose molto belle!; altrove invece si dice di Gesù: "Un mangione, un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatori (un uomo, cioè, di malaffare, pericoloso), un eretico, ecc". E' importante sapere cosa dice il catechismo di Lui; è importante sapere cosa si crede in giro; è importante farci dire dagli altri le loro esperienze su di Lui.

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