Benvenuti nel sito ufficiale della Parrocchia di SAN LORENZO MARTIRE dei ROGAZIONISTI del Cuore di Gesù

- Trezzano Sul Naviglio - Milano.


 

Domenica 23 aprile 2017 "In Albis"

 Apriamo la porta del nostro cuore (Gv 20,19-31)

Il Vangelo di questa domenica ci invita ad aprire le porte. Ma qui non s'intendono le porte delle case. Il Vangelo, infatti, parla chiaramente delle chiusure degli uomini. I discepoli - così ci narra l'evangelista - si sono barricati in casa per paura di possibili persecuzioni. Di conseguenza le porte sono sbarrate. Certo, qui si pensa sicuramente a una semplice porta di casa, ma poi, successivamente, l'attenzione va alla porta del cuore.
Per paura e insicurezza i discepoli si sono rintanati in casa. Non hanno il coraggio di credere a quanto hanno raccontato loro le donne il mattino di Pasqua. Non hanno alcuna fiducia nelle parole di Gesù, che più volte aveva detto loro che sarebbe risorto. Non hanno capito il concetto di resurrezione e non hanno osato chiedere spiegazioni. Ed ora Gesù li aiuta ad aprire le porte chiuse del loro cuore. Egli mostra in questo modo che egli segue gli uomini, li cerca, li vuole aiutare a risolvere i loro dubbi. Aprire la porta del cuore, o perlomeno far sì che ci sia uno spiraglio affinché Gesù possa poi aprirla completamente, è un primo importante passo per credere. Chi è disposto ad aprire il proprio cuore, è anche disposto ad ascoltare le parole di Gesù. Chi non ascolta o legge semplicemente le sue parole, ma le considera come una bussola per la propria vita, fa altri passi importanti verso Gesù e, in questo modo, anche verso la vita e le persone.

Pasqua di Resurrezione - 16 aprile 2017

Cristo è risorto!

Carissimi parrocchiani,
ogni anno immancabilmente la Pasqua ci fa riflettere sul mistero della vita. Chi siamo noi? Cosa è la nostra vita? Quante vite abbiamo? In quale direzione andiamo? Cosa c´è dopo la nostra morte? Sono tutte domande legittime, interrogativi che ci poniamo sempre quando il dolore e la morte bussano nella nostra casa, nella nostra famiglia, nella nostra vita. Vorremmo scappare o fuggire, ma dove ci nascondiamo? Il nostro destino è un destino implacabile. Bisogna affrontarlo, abbracciarlo e amarlo.
Una nota interessante della vita di Gesù mi è tornata alla mente, quando Lui dice:" Non siete voi a prendermi, ma sono io che offro la mia vita".
Gesù va incontro al suo destino. Lo aspettava la morte in croce. Era il destino dei malfattori. Il sole calò, e le tenebre coprirono il creato. "Io sono la Resurrezione e la Vita. Chi crede in me non morirà giammai". E Gesù risorge. Gesù ci apre il cammino verso l'eternità, ma per prenderne coscienza dobbiamo fermarci  un po’. Il mondo consumistico e "liquido" ci fa perdere il senso della vita. La Pasqua ci insegna ad amare la morte e la vita. La resurrezione è segno di speranza e di vita nuova per tutti noi. Ogni qualvolta operiamo a favore della vita, è in quel momento che facciamo noi stessi dei segni di resurrezione. Leggiamo in questa chiave la nostra vita. Leggiamo in questa chiave i nostri gesti  di aiuto e carità verso gli altri e verso noi stessi.

Domenica delle Palme nella Passione del Signore, 9 aprile 2017

Amore e Servizio (Gv 11,55-12,11)

Leggendo il Vangelo che ci propone questa domenica il rito ambrosiano, l’immagine che ci si presenta davanti agli occhi, se imparate a vederla con gli occhi dello Spirito, è di immensa dolcezza. Gesù è con i suoi amici, nella casa di Lazzaro, che aveva resuscitato dai morti. Quale devozione provavano le sorelle di quest’ultimo per quello che aveva fatto. Mi piace notare che già solo in queste poche righe troviamo uno di noi.
Chi sarò io? Lazzaro, amico di Gesù, che per la mia amicizia con lui sono tornato a vivere? Che per essergli fedele sono andato oltre la morte? Che ho atteso che mi venisse a risvegliare dai morti?
Oppure sono Marta, che serve il Signore e i suoi amici con devozione e rispetto? Che grata a Lui della resurrezione di Lazzaro, senza il minimo dubbio, vede quello che c’è da fare e lo fa?
Oppure sono Maria, la dolce piccola Maria, che si mette ai suoi piedi e lo unge con balsamo profumato? La dolcissima Maria che incurante di chi la guarda è lì in adorazione e lo accarezza con le sue mani e i suoi capelli come raccolta in preghiera? La semplice Maria che non si preoccupa di servire con sua sorella per compiere il suo dovere nella vita, ma preferisce un momento d’adorazione e d’intimità con Gesù?

Domenica 2 aprile 2017

Inno alla vita (Gv 11,1-53)

Domenica prossima sarà la domenica delle Palme, e il vangelo di oggi ci conduce proprio alla settimana di Pasqua. E questa pagina del vangelo di Giovanni è un inno alla vita. Dice: "La vita è più forte di tutto". La vita vuol vivere, vuole esprimersi, espandersi, non si rassegna mai e non si dà mai per morta. Quando tutto sembra finito la vita ci crede ancora; quando tutto sembra esaurito o morto, la vita è capace di nascere e di sbocciare nel modo più incredibile o inaspettato. Gli alberi sono fatti per crescere per venire fuori; le gemme sono fatte per uscire fuori per sbocciare e per fiorire; gli uomini sono fatti per venire fuori come persone, per esprimere tutto il potenziale che racchiudono e l'amore che contengono. La vita vuole venire fuori, vuole uscire, vuole vivere.

Quando sono piegato dal peso degli impegni e mi viene da compiangermi e da dirmi "quanto sia duro vivere" una voce mi dice: "Vieni fuori, non lasciarti schiacciare". Quando sono ucciso dalle parole e dai giudizi delle persone, dagli sguardi taglienti e infuocati, una voce mi dice: "Vieni fuori, non permettere che ti imbriglino e che ti impediscano di vivere". Quando in certe giornate nere, dove tutto sembra negativo, dove il malessere sembra dilagare una voce mi dice: "Vieni fuori, non annegare nei tuoi pensieri".

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